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Zénon

I chakra negli Yoga Sutra di Patanjali?

21 Agosto 2025 by Zénon Lascia un commento

Siamo andati a rintracciare i chakra (da qui in poi nella grafia più corretta, cakra) nel luogo più improbabile: gli austeri Yoga Sūtra di Patañjali…

Negli Yoga Sūtra il termine cakra (“cerchio, ruota”) compare solo una volta, nel terzo libro o pāda, che descrive le ‘facoltà estese’ (vibhūti) derivanti dalla pratica combinata delle tre fasi interne dello yoga: l’atto di concentrarsi su un oggetto, il consolidarsi di questa concentrazione come un unico flusso ininterrotto, la fusione totale fino a perdere la cognizione di sé e dell’oggetto stesso.

Diversi sūtra qui hanno la stessa struttura, descrivendo come, a seconda dell’oggetto su cui si dirige questa disciplina, si ottengano doni che consistono in conoscenza facoltà particolari. Ed è qui che, improvvisamente, compare il termine cakra, al sutra 29:

nābhi-cakre kāya-vyūha-jñānam
(Concentrando la disciplina) sul cerchio (cakra) dell’ombelico si viene a conoscere la costituzione del corpo.

Vyāsa, il più antico commentatore di Patañjali, osserva che: “Lo yogin che fissa la disciplina sul cerchio dell’ombelico conoscerà la costituzione del corpo, quanto a dire i tre umori: aria, bile e flemma e i sette elementi: pelle sangue, carne, nervi, ossa, midollo e semen, esposti qui secondo l’ordine in cui si presentano dall’esterno.”1

Ma, in realtà, nei sūtra seguenti non mancano altri elementi di interesse. Il successivo (30) afferma che meditando sulla cavità della gola “si ottiene la cessazione della fame e della sete”. Secondo il sūtra 33, praticando la disciplina sulla nadi detta kurma (“tartaruga”), situata tra la gola e il cuore, si ottiene la perfetta immobilità del corpo. Secondo il sūtra 32, praticandola sulla “luce del capo” si ottiene la visione degli esseri perfetti. Secondo il sūtra 34, infine, applicando la disciplina sul cuore si ottiene la comprensione della mente. Osserviamo inoltre che già nel commento al sutra 36 del primo libro, Vyasa aveva accennato che la coscienza della mente consegue dalla concentrazione sul “loto del cuore”.

Che cosa possiamo concludere? Certo, se cerchiamo negli Yoga Sūtra una mappatura dettagliata della fisiologia sottile, abbiamo sbagliato indirizzo. Lo yoga di Patañjali è alieno alle pratiche psicofisiche di manipolazione dell’energia vitale, che saranno proprie dello Hatha Yoga medievale, così come all’idea che i cakra costituiscano altrettante tappe nel risveglio della kuṇḍalinī–śakti, l’energia cosmica dormiente nel centro-radice che gioca un ruolo determinante sia nel Tantra che nello stesso Hatha yoga.2

Gli Yoga Sūtra illustrano una sistematica disciplina di controllo/cessazione delle funzioni mentali e dei loro attivatori inconsci, attraverso la consapevolezza e il riconoscimento dei meccanismi della mente: non intendono stimolare l’energia vitale per farla detonare, bensì mirano a un ponderato distacco. Pertanto, in questo contesto, l’esatta geografia di ciò che si abbandona non è rilevante, così come non lo è ornarla di complesse simbologie.

Rilevante è, invece, che anche per Patañjali vi siano dei luoghi, fisici o mentali, esterni o interni al corpo, che possono fornire un supporto alla pratica meditativa, facilitando così l’interiorizzazione e il riassorbimento dei processi vitali/mentali, se non, addirittura, aprendo a vere e proprie forme di gnosi.

Soprendentemente, ma non troppo, sarebbe stata proprio questa, secondo David Gordon White, l’originaria accezione dei cakra all’interno dei sistemi tantrici: come spesso accade, pur tra le innumerevoli differenze, il cerchio si chiude.3

Questo contenuto è una anticipazione di Yogasana 11: Chakra, che inizierà il prossimo 25 settembre, online e in presenza.

  1. La traduzione del sutra e del relativo commento sono di Corrado Pensa, da Patanjali, Aforismi dello yoga, Bollati Boringhieri, 1978 ↩︎
  2. “Sebbene Patañjali conoscesse i cakra e i nādī, non vi è alcuna prova che conoscesse anche il concetto di kuṇḍalinī-śakti, il potere del serpente, che gioca un ruolo importante nel Tantra e nello Haṭha-Yoga“. G. Feuerstein, The Yoga-Sutra of Patañjali: A New Translation and Commentary, 1989. ↩︎
  3. Vedi, in particolare: https://www.yogaanytime.com/class-view/1279/video/Yoga-Tantric-Goddesses-and-Jackals-by-David-Gordon-White ↩︎
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Archiviato in:Articoli, Yoga

Yogasana 11: Chakra, fra tantrismo, neuroscienze, PNEI e yoga contemporaneo

8 Luglio 2025 by Zénon

Yogasana 11
CHAKRA

Tra miti di oggi e di ieri, neuroscienze, PNEI, Yoga tantrico delle origini, Taoismo e Yoga contemporaneo. Sette seminari teorico-pratici, online e in presenza, settembre-novembre 2025

Indice

  • Contenuti di questa edizione
  • Il programma e il calendario
    • I docenti
    • Contributo di partecipazione e attestato di frequenza
    • Iscriviti
      • Desideri maggiori informazioni?

      Contenuti di questa edizione

      Ci sono pochi argomenti che catalizzano l’attenzione e dividono quanto i chakra (cakra), non solo tra i praticanti di yoga.

      L’esistenza di un sistema di centri psico-energetici, oggi, è per alcune persone una realtà che non ha bisogno di dimostrazioni, e che influenza la vita e la salute di ognuno attraverso dinamiche molto precise.

      Altri, più scettici, mettono l’accento sulla natura originariamente simbolica ed esoterica di questi centri, stigmatizzando l’influsso della famigerata New Age, a cui dobbiamo innumerevoli e a volte imbarazzanti luoghi comuni.

      Se però rischiamo, da un lato, di ridurre il discorso sui chakra a un ingenuo gergo subculturale, dall’altro ci esponiamo al pericolo di gettare via il bambino insieme all’acqua sporca, cadendo nella trappola di un altrettanto insensato relativismo culturale, che vede sempre e solo differenze tra le diverse tradizioni, come se queste si riferissero a forme di umanità totalmente diverse e incompatibili tra loro.

      Sarà quindi equilibrandoci tra una sana dose di dubbio e la ricerca della cosa in sé, al di là dei simboli convenzionali per indicarla, che ci muoveremo in questo nuovo ciclo di seminari. Pertanto, se sfateremo alcuni miti, cercheremo d’altro canto di preservarne l’eventuale nucleo di verità, riflettendo su come possa essere integrato in una pratica yogica contemporanea che miri all’essenziale.

      Naturalmente, non prescinderemo dalla comprensione del contesto originario in cui i chakra sono nati, in special modo il tantrismo indo-tibetano e lo hatha yoga medievale, oltre a confrontarci con la visione più sintetica del Taoismo.

      Ma, com’è giusto che sia, prenderemo altrettanto seriamente in considerazione i successivi strati che si sono sovrapposti: a partire dal contributo dell’esoterismo occidentale e dalle letture junghiane fino alle evoluzioni posteriori, che hanno mutato la valenza attribuita ai chakra rispetto alle origini, tendendo a spostare l’asse dell’interpretazione dal piano mistico (dove l’individuo viene superato) a quello psicologico (dove l’individuo è ancora alla ricerca di un pieno sviluppo).

      Se inoltre, come alcuni studiosi notano, non dobbiamo essere troppo zelanti nel voler identificare i chakra con delle precise strutture fisiche, il fatto che siano collocati e richiedano di essere percepiti, visualizzati e stimolati in determinati luoghi del corpo, pur con una certa variabilità, implica che esiste una importante connessione con strutture corporee e con funzioni fisiologiche-chiave, che prenderemo in esame sia come punti di attenzione per la pratica corporea, sia come supporto per quella meditativa.

      D’altro canto non possiamo liquidare come mere coincidenze le affinità tra chakra, i rami del Sistema Nervoso Centrale e il Sistema Endocrino, soprattutto alla luce di due discipline in cui oggi si ripongono non poche aspettative: le moderne neuroscienze e la PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia), a cui dedicheremo ben due dei sette seminari.

      In questa edizione ci avvarremo dei contributi di esperti nei rispettivi campi come i Prof. Marco Invernizzi, Claudio Molinari e Gioia Lussana, oltre all’apporto di Francesco Vignotto per la contestualizzazione nella pratica.

      in presenza e online

      Il corso potrà essere seguito anche in differita: le registrazioni saranno disponibili il giorno dopo ogni seminario e rimarranno a disposizione per un anno.

      Il programma e il calendario

      Tutti i seminari dureranno circa due ore e conterranno una parte teorica e una parte pratica. Potranno essere seguiti in queste tre modalità:

      • in presenza presso la nostra sede a Novara in via XXIII marzo al numero 17
      • online in diretta tramite la piattaforma Zoom
      • online in differita, tramite le registrazioni che saranno disponibili per la visione in streaming a partire dal giorno seguente

      Le registrazioni, assieme alle slide di ogni seminario, saranno a disposizione di tutti gli iscritti, anche di chi sceglierà di seguire in presenza.

      L’orario è dalle 19.10 alle 21.10 circa nelle date seguenti:

      • 25 settembre
      • 2 ottobre
      • 16 ottobre
      • 23 ottobre
      • 6 novembre
      • 13 novembre
      • 27 novembre

      Ed ecco il dettaglio degli incontri:


      MODULO 1: Tra Oriente e Occidente, andata e ritorno

      Online e in presenza, giovedì 25 settembre ore 19.10-21.00
      Con Francesco Vignotto e Marco Invernizzi

      Per i chakra, oggi, vale lo stesso discorso dello yoga contemporaneo: se l’origine è rintracciabile sicuramente in India (in una particolare tradizione), è altrettanto vero che l’idea iniziale si è amalgamata non solo con concetti della medicina e della psicologia occidentali, ma anche con elementi derivanti dall’esoterismo europeo, spesso con effetti ‘di ritorno’ anche sulle scuole di yoga indiane. E se tutto ciò da un lato ha dato origine a innumerevoli banalizzazioni, dall’altro non possiamo ignorare in toto questa evoluzione in nome di un passato ideale e filologicamente corretto, ma per molti versi non praticabile senza una riformulazione. In questo primo seminario cercheremo quindi di comprendere cosa sono i chakra oggi, e se possono insegnarci qualcosa di significativo per una pratica yogica contemporanea.


      MODULO 2: Chakra e neuroscienze: una mappa simbolica delle funzioni del Sistema Nervoso Centrale?

      Online e in presenza, giovedì 2 ottobre 19.10-21.00
      Con Claudio Molinari e Francesco Vignotto

      In questo seminario, partiremo dalla ben nota e discussa analogia tra le localizzazioni dei centri sottili e i plessi attraverso cui il Sistema Nervoso Centrale innerva specifiche regioni del corpo, cogliendo l’occasione per approfondirne la fisiologia e per fare il punto sullo stato dell’arte delle neuroscienze. Prenderemo inoltre in esame un’ipotesi molto recente che recupera la nozione di corpo sottile in termini di enterocezione e il modello dei chakra come mappa della integrazione di mente e corpo. Senza dimenticare che, da un punto di vista contemplativo, le mappe sono utili quando permettono al filo del pensiero di perdere le sue stesse tracce, lasciando emergere la coscienza in sé.


      MODULO 3: Il Sistema Endocrino e la PNEI

      Online e in presenza, giovedì 16 ottobre 19.10-21.00
      Con Marco Invernizzi e Francesco Vignotto

      Anche la prossimità tra chakra e ghiandole endocrine è stata spesso oggetto di elucubrazioni. In questo seminario, assieme al Prof. Claudio Molinari, ne approfitteremo per introdurre la PNEI, ovvero la Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia. Questa disciplina allarga il campo a due altri importanti attori oltre al Sistema Nervoso Centrale, ovvero il Sistema Endocrino e quello Immunitario, gettando luce su come tutti e tre questi sistemi interagiscano sia sul piano fisiologico sia su quello psicologico-comportamentale. Nella parte pratica, approfondiremo l’importanza del principio di autoregolazione nel contesto yogico, in cui proprio la relazione tra chakra, noti e meno noti, può rivelarsi particolarmente utile.


      MODULO 4: Il Sistema Nervoso Enterico: un “secondo cervello” nell’intestino?

      Online e in presenza, giovedì 23 ottobre 19.10-21.00
      Con Marco Invernizzi e Francesco Vignotto

      Da alcuni anni, l’idea che avremmo un ‘secondo cervello’ nell’area addominale è entrata piuttosto di prepotenza nel discorso comune. La popolarità di questa ipotesi è sicuramente da attribuire al connubio tra l’esperienza diretta di ognuno e le sempre più vaste evidenze scientifiche. Il Sistema Nervoso Enterico, infatti, è oggi considerato il terzo ramo del Sistema Nervoso Autonomo, con caratteristiche del tutto peculiari e indipendenti dai rami vagale-parasimpatico e ortosimpatico. In questo seminario, assieme al Prof. Marco Invernizzi, ne approfondiremo le caratteristiche, mentre nella parte yogica pratica analizzeremo le implicazioni rispetto ai modelli di fisiologia sottile tradizionali e come lo stato di questo ‘cervello nell’intestino’ e lo yoga possano interagire (o interferire) tra loro.


      MODULO 5: In estrema sintesi: i tre Dan tian della tradizione Cinese

      Online e in presenza, giovedì 6 novembre 19.10-21.00
      Con Marco Invernizzi e Francesco Vignotto

      La caratteristica del Taoismo e della Medicina Tradizionale Cinese è da sempre l’essenzialità: così, in queste tradizioni, l’alchimia di corpo-mente-energia si gioca in soli tre soli centri, i tre Dan Tian (letteralmente “campi di elisir”), dove l’energia vitale può essere accumulata e coltivata, secondo un’idea molto vicina a quella del tantrismo delle origini, i cui rapporti con il mondo taoista sono probabili, anche se poco documentati. Il confronto con questo sistema, che tripartisce le funzioni altrove distribuite su quattro, cinque, o sette centri, sarà in particolar modo utile sotto l’aspetto pratico, permettendoci di individuare tre macro-segmenti psico-corporei e di elaborare una sintesi estrema delle reciproche dinamiche.


      MODULO 6: Chakra e corpo in azione: quale legame tra asana e centri sottili?

      Online e in presenza, giovedì 13 novembre 19.10-21.00
      Con Francesco Vignotto

      Quasi tutti i manuali di yoga classici indicano per ogni asana un chakra di riferimento, intendendo con questo sia un particolare aspetto su cui la posizione lavora, sia le particolari strutture anatomo-fisiologiche che vengono coinvolte. Se questo approccio, da un lato, rischia spesso di incoraggiare una forma di riduzionismo meccanicistico e di voler identificare con troppo zelo i chakra con delle precise strutture fisiche, d’altro canto non è possibile escludere per principio questo tipo di interazioni, proprio perché i chakra sono localizzati o devono essere visualizzati in luoghi del corpo fisico. Ma quale tipo di azione fisica può avere realmente un impatto così sottile?


      MODULO 7: Nutrire il principio vitale

      Online e in presenza, giovedì 27 novembre 19.10-21.00
      Con Gioia Lussana

      Che cosa feconda, nutre e accresce la nostra energia interna?

      Nello Haṭha yoga e nell’evoluzione tantrica dell’India religiosa l’essenza vitale di ognuno va potenziata e allenata fino a ‘mettere le ali’. Esploreremo questo percorso di risveglio, trovando anche alcuni riscontri nelle intuizioni della filosofia occidentale.




      I docenti

      Marco Invernizzi

      Medico e Professore Ordinario presso la cattedra di Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università del Piemonte Orientale.
      Agopuntore ed esperto in Medicina Tradizionale Cinese, insegnante di Tai Chi e Qi Qong presso Zénon.

        Francesco Vignotto

        Insegnante di yoga e meditazione presso Zénon.

          Gioia Lussana

          Docente yoga (Y.A.N.I.) e formatrice di insegnanti yoga. Laureata cum laude in Indologia con Raniero Gnoli e Raffaele Torella. Co-fondatrice dell’A.ME.CO con Corrado Pensa, per oltre 20 anni ha approfondito la meditazione vipassanà con maestri del buddhismo contemporaneo. Ha pubblicato saggi sullo yoga in riviste scientifiche (RSO) e divulgative. Ha conseguito il PhD presso l’Università Sapienza di Roma con una ricerca sullo yoga tantrico delle origini.

            Claudio Molinari

            Medico e Dottore di Ricerca in Fisiologia, Agopuntore.
            Professore Associato di Fisiologia presso la Scuola di Medicina dell’Università del Piemonte Orientale “A. Avogadro” di Novara.
            La sua attività di docente si svolge anche presso:
            la Scuola di Agopuntura ALMA di Milano;
            il Corso di Perfezionamento in Regolazione Biologica e Medicine Complementari dell’Università di Milano;
            il Corso di Perfezionamento in Coordinamento di Medicina Integrata dell’Università di Pavia.
            Si impegna da anni per far entrare la Medicina Complementare nel mondo Accademico.

              Contributo di partecipazione e attestato di frequenza

              Il contributo di partecipazione del corso (comprensivo dei 7 seminari) è di 300€. Non è possibile iscriversi a singoli seminari, in quanto il corso è da intendersi come un blocco unitario. È possibile però pagare in 3 rate scegliendo l’opzione Paypal.

              Al termine del percorso verrà rilasciato un attestato di frequenza. Chi segue online, in diretta o differita, può ottenere l’attestato presentando una breve relazione scritta.

              Iscriviti

              Vuoi iscriverti? Servono solo due passaggi: 1) paghi la quota e 2) compili e invii la domanda di iscrizione.


              1. Dati per il pagamento

              Costo: 300,00€ 300€

              Ecco le coordinate bancarie su cui versare la quota di iscrizione:

              IT32R0503410196000000000905
              Intestato a: ZENON SOCIETA’ SPORTIVA DILETTANTISTICA 
              Causale: Iscrizione corso e quota tesseramento [specificare il nome se il conto non è intestato all’iscritto/a]

              Oppure paga con carta di credito/debito (con o senza Paypal), con l’opzione paga in 3 rate

              2. Inviaci una email o scrivici su Whatsapp

              Scarica la domanda di iscrizione e inviala compilata all’indirizzo info@zenon.it oppure inviacela via whatsapp cliccando sull’icona in basso a sinistra.

              Nota: se hai problemi a scaricare e/o compilare il modulo, nessun problema: scrivici a info@zenon.it o via WhatsApp e ti verremo in aiuto!

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              Nota: iscrivendoti a questo corso accetti termini e condizioni di questo servizio.

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              Archiviato in:eventi conclusi Contrassegnato con: Chakra, hathayoga, tantra, yoga, yoga Novara

              Pratiche di Qi Gong per l’Estate: Seminario a Novara

              19 Giugno 2025 by Zénon Lascia un commento

              Giovedì 26 giugno alle 19.10: l’incontro dedicato alle pratiche di Qi Gong per l’estate.

              La natura e le stagioni sono da sempre fonte di grande ispirazione per la Tradizione Taoista e i concetti di ciclicità, equilibrio e armonia sono parte fondante non solo delle pratiche di lunga vita ma anche della medicina tradizionale cinese. In questo i parallelismi tra i cicli della natura e le dinamiche dell’essere umano sono molti e dalla loro conoscenza derivano anche importanti informazioni per adattare i ritmi fisiologici del corpo alla ciclicità delle stagioni, sia in ottica preventiva che curativa.

              Negli incontri verranno analizzate le principali caratteristiche delle stagioni, degli elementi ad esse collegate e soprattutto le pratiche di Tai Chi e Qi Gong atte a prevenire gli squilibri tipici di ogni stagione per armonizzare ed equilibrare il corpo rispetto a questi cambiamenti.

              Ogni singolo incontro sarà suddiviso in una breve parte teorica e una parte pratica dove, attraverso movimenti, respirazione e l’uso del suono saranno approfondite le pratiche taoiste specifiche di ogni periodo dell’anno.

              L’estate

              L’estate è il momento dell’anno in cui l’energia Yang raggiunge la sua massima espressione.

              Questa stagione secondo la Medicina Tradizionale Cinese è legata all’elemento fuoco e associato a Cuore e Intestino Tenue.

              L’emozione ad essi collegata è la gioia. La pratica Qi Gong mira ad equilibrare le energie Yin e Yang per non farsi travolgere (in termini energetici) dal bruciare del calore estivo.

              Quando, dove e costo

              Il corso dedicato all’autunno si terrà presso la nostra sede in via XXIII marzo n.17 a Novara dalle 19.10 alle 20.30. Il contributo di partecipazione è di 30€.

              Il docente

              Marco Invernizzi

              Medico e Professore associato presso la cattedra di medicina fisica e riabilitativa dell’Università del Piemonte Orientale.
              Agopuntore ed esperto in Medicina Tradizionale Cinese, insegnate di Tai Chi e Qi Qong presso Zènon.


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                Archiviato in:eventi conclusi

                Yoga: percorsi individuali (in presenza e online)

                29 Maggio 2025 by Zénon Lascia un commento

                Se, invece delle lezioni collettive e dei nostri seminari, preferisci un percorso individuale, ecco alcune delle proposte tra cui puoi scegliere, sia in presenza sia online.

                I percorsi individuali non sono dei protocolli fissi ma sono sempre ricalibrati sulla persona a seconda delle sue caratteristiche, delle sue esigenze, delle sue capacità e delle sue attitudini. Possono contenere in misura diversa elementi di pratica yogica (asana, pranayama, educazione al respiro), Qi Gong, Taijiquan e, all’occorrenza, altre discipline.

                Se desideri approfondire un tema inerente allo yoga che non è tra quello che trovi negli elenchi più sotto, scrivici comunque: vedremo se è un argomento che possiamo sviluppare insieme.

                Contenuti

                • Percorsi di riequilibrio
                • Percorsi di approfondimento (per chi pratica già yoga)
                • Contributo di partecipazione
                • Dove e quando si svolgono le lezioni
                • Richiedi informazioni, un percorso o una lezione singola

                Percorsi di riequilibrio

                • Affrontare l’ansia
                • Radicamento
                • Re-impare a respirare
                • Pavimento pelvico
                • Equilibrio
                • Addome: il nostro sostegno
                • Rilassamento muscolare e scioglimento articolare
                • Benessere in presenza di patologie: sfruttare le possibilità del proprio corpo, della mente e del respiro per migliorare le condizioni generali.

                Percorsi di approfondimento (per chi pratica già yoga)

                • Movimenti invisibili e immaginazione motoria
                • Il pranayama
                • I Bandha
                • Presenza corporea e percezione energetica
                • Da Asana a Dhyana: collegare la pratica corporea alla meditazione
                • Meditazione: introduzione o approfondimento
                • Maha mudra

                Contributo di partecipazione

                Questi percorsi prevedono un numero minimo di 9 lezioni, ma (solo online) puoi anche decidere di fare una singola lezione ogni tanto. Sia in presenza che online, puoi pagare il contributo per una lezione e decidere in seguito se proseguire con il percorso intero.

                • Lezione singola: 50€
                • Pacchetto da 9 lezioni: 350€

                La quota tesseramento alla nostra associazione è inclusa nella prima lezione/pacchetto.

                Il pagamento del carnet può essere dilazionato anche in 3 rate mensili, tramite Paypal.

                Francesco Vignotto

                Insegnante di yoga e meditazione presso Zénon.

                  Dove e quando si svolgono le lezioni


                  Le lezioni si possono svolgere:

                  • in presenza, presso la nostra sede in via 23 marzo n. 17 a Novara
                  • online, via Zoom

                  Gli orari e le date sono da concordare con il docente

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                  ‘Ascolta il tuo corpo’ significa ancora qualcosa?

                  7 Maggio 2025 by Zénon Lascia un commento

                  Può un invito così generico e inflazionato essere ancora di qualche utilità? Sì, se lo utilizziamo per metterci in discussione invece che per ricevere conferme…

                  Da qualche tempo, è impossibile dire “Ascolta il tuo corpo” senza provare qualche imbarazzo, e ciò accade da ben prima che questa frase diventasse il tormentone di un comico televisivo (questo, piuttosto, è la conferma di quanto la frase rischi il luogo comune).

                  “Ascolta il tuo corpo” è una frase ormai da riempire a piacimento, prediletta da chi si sottrae al confronto con la realtà evitando qualsiasi attrito (il corpo – ma siamo sicuri che sia veramente il corpo? – mi ha detto che non ha voglia di fare fatica, che non mi devo forzare), ma è ormai presenza fissa anche sulle labbra di chi sottopone il corpo a ogni genere di forzatura per piegarlo alle proprie pretese, incurante dei messaggi che il corpo stesso gli invia, o forse no (anche il dolore – ribatteranno – non è una forma di ascolto?).

                  Il problema è che “ascolta il tuo corpo” è ormai un goal a porta vuota, come “no alla discriminazione” o “salviamo il pianeta”: chi si alzerebbe per dire che non è d’accordo? Questo, come ben sappiamo, è un grande ostacolo a che le parole si traducano in fatti.

                  Così, in entrambi i casi più sopra descritti viene escluso in partenza il presupposto di ogni ascolto, ossia l’incontro con l’altro. Perché l’incontro con il proprio corpo, se l’ascolto è reale, potrebbe essere addirittura sconvolgente, in quanto alieno alle risposte prevedibili, rassicuranti, che in fondo suggeriscono di fare come hai sempre fatto “ascoltando il tuo corpo”.

                  Per questo, dovremmo intendere “ascolta il tuo corpo” come un termine tecnico anziché come uno slogan ornamentale, perché indica una precisa fase nel lavoro corporeo e nella pratica contemplativa: la fase in cui dal fare e dal pensare si passa al sentire.

                  Quindi non ascoltiamo il corpo tanto perché ci dica cosa dobbiamo fare, ma per fare chiarezza là dove il pensiero ci porta sempre a maggior complicazione. Ascoltare il corpo permette di fare spazio, di lasciar decongestionare il pensiero e magari di creare le condizioni perché arrivi una risposta.

                  Suggeriremmo soltanto una piccola correzione: evitare il pronome “tuo”, che ci riallaccia a una storia, là dove le storie, come le scarpe all’entrata di un tempio, sarebbe meglio lasciarle fuori, perché ci ingabbiano nel conosciuto.

                  Fin quando è tuo, il corpo è collegato a un passato e a delle aspettative.
                  Quando ascolti veramente il corpo, invece, c’è sempre una sensazione, anche se solo parziale, di incontrare uno sconosciuto. Uno sconosciuto di cui però sentivi la mancanza…

                  Siccome ascolti il corpo per entrare in contatto con qualcosa che non sia il tuo pensiero, il corpo non può essere tuo.

                  Ascoltare il proprio respiro come si ascoltasse qualcun altro respirare, ad esempio, è un esercizio molto interessante. Non per trovarvi dei difetti, ma anzi, per tornare a sentire tutto ciò che non cogli a causa dell’abitudine condensata in quel pronome possessivo, del tuo credere di conoscerlo, nel considerare banale ripetizione ciò che è pulsazione vitale.

                  Ascoltare il corpo significa prenderlo per come è, non per come pensiamo che debba essere.
                  Significa sentirlo a prescindere da ciò che sappiamo o pensiamo di sapere di lui: dei suoi presunti pregi o dei suoi difetti, dei suoi meriti o delle cause delle sue sofferenze, anche delle nozioni che abbiamo su di lui.

                  Sì, è un lavoro impegnativo, e non si può mai dire di aver trovato la soluzione definitiva, di aver trovato una verità e di potercela mettere in tasca per utilizzarla ogni volta che ci serve: ma è proprio qui il bello.

                  Il corpo è lo strumento della coscienza. È tornare a come sentivamo prima che qualcuno ci avesse spiegato una volta per tutte cosa fosse.

                  Qualcuno, con più enfasi, sostituirebbe sentire con essere, ma quest’ultima parola rischierebbe di complicarci la vita con dubbi amletici. Sentire è molto più diretto e concreto, non mi richiede il fardello di un’identità.

                  Lasciando aperto l’interrogativo su chi sente, riposando anzi su quell’interrogativo, il sentire può agire da solvente, rendendo permeabile e allentando la corazza che mi vuole separato da tutto il resto, soprattutto, perché la corazza sono io: esiste non solo per limitare, ma anche per permettermi di guardarci attraverso.

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                  Archiviato in:Articoli, pratiche, Yoga Contrassegnato con: asana, ascolto, hathayoga, pratica, tantra, yoga, yoga Novara

                  [Seminario] Fingo dunque sono: neuroscienze e pratiche mente-corpo nel teatro

                  2 Maggio 2025 by Zénon Lascia un commento

                  Domenica 11 maggio dalle ore 9.00 alle 13.00. Una giornata di studio con Bruno Macaro.

                  • Il seminario
                  • Dove e quando si tiene il seminario
                  • Il docente
                  • Contributo di partecipazione
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                    Il seminario

                    Completamente assorti nel nostro ruolo di spettatori assistiamo al finale di Giulietta e Romeo. Sappiamo perfettamente che i personaggi sono interpretati da attori che fingono di essere i due innamorati di Verona eppure, in cuor nostro, speriamo ardentemente che lei, almeno quella sera in cui anche noi assistiamo alla tragedia nel buio della platea, si svegli prima che lui si uccida e così possiamo vedere trionfare, una volta tanto, la vita, la giovinezza e l’amore.

                    Questa relazione per cui, pur sapendo che l’altro mente io decido di credergli, è da millenni alla base del teatro. Dagli ultimi decenni del secolo scorso è stata posta sotto la lente delle neuroscienze ed è nato un amore che ancora oggi persiste, anzi, è in piena evoluzione.

                    In particolare le scoperte relative ai neuroni specchio non solo hanno fornito
                    una spiegazione alla dinamica sopra citata – finge, eppure gli credo -, ma hanno anche messo in rilievo i potenti legami tra l’immaginazione motoria e l’attività cognitiva.

                    Insomma, già gli antichi lo avevano capito molto bene: fingiamo per conoscere, fingiamo per potere essere più sinceri e le neuroscienze oggi, rendendoci chiare queste dinamiche, ci offrono gli strumenti per fare del lavoro dell’attore un laboratorio dove sperimentare possibili nuovi modi di essere umani.

                    Durante il seminario dell’11 maggio assieme a Bruno Macaro, alterneremo momenti di riflessione teorica e di pratica esperienziale che saranno utili non solo a chi ha avuto esperienza di teatro, ma anche a chi si dedica alle pratiche psicocorporee, con numerosi spunti in continuità, peraltro, con il recente percorso sui neuroni specchio.

                    Dove e quando si tiene il seminario


                    Il corso si terrà domenica 11 maggio dalle 9.00 alle 13.00 presso la sede di Zénon, in via 23 marzo n.17 a Novara.

                    Il docente

                    Bruno Macaro

                    Regista e pedagogo

                    Tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta ha collaborato con gruppi del Terzo Teatro. Dopo avere partecipato a un ciclo di lezioni sul lavoro del regista e dell’attore tenuto da Jerzy Grotowski, ha avviato un percorso personale nell’ambito del quale ha curato progetti artistici, culturali e di teatro sociale operando in diversi territori e collaborando con varie realtà nazionali. Il lavoro svolto lo ha portato a focalizzare l’attività di regista e di pedagogo sul rapporto tra l’attore e il personaggio. In queste esperienze ha trovato stimoli e problematiche che lo hanno portato a ideare “Il prossimo continente”, un progetto di ricerca e di formazione che considera il lavoro dell’attore come pratica artistica e come opportunità di studio della relazione interpersonale.

                      Contributo di partecipazione

                      La quota di partecipazione è di 50€.

                      Posti attualmente disponibili: 6

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