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Zénon

La concentrazione non è quello che pensiamo

7 Ottobre 2025 di Zénon Lascia un commento

“Vorrei meditare, ma non sono capace di concentrarmi”: è una delle considerazioni più ricorrenti tra chi vorrebbe accostarsi alla meditazione, ma è intimorita dalla sua (apparente?) austerità.

In realtà, molto dipende da cosa intendiamo per concentrazione. Solitamente, infatti, riteniamo che concentrarsi richieda uno sforzo costante per evitare le distrazioni: sembrerebbe l’interpretazione più plausibile di espressioni tradizionali come “con la mente concentrata su un solo punto”. 

Abbiamo, in altre parole, un’idea – e quindi un approccio – soprattutto negativi alla concentrazione: dobbiamo pensare a una cosa e combattere per non pensare a qualcos’altro. Quindi, come l’elefante, ‘qualcos’altro’ incombe sempre nei nostri pensieri.

Per questo, al termine di una seduta di meditazione, tendiamo spesso a scoraggiarci, notando più i momenti di distrazione che quelli in cui eravamo “sul pezzo”.

Intendiamoci: lo sforzo per riportare la mente distratta sull’oggetto è un ingrediente fondamentale della meditazione. Ci possiamo però facilmente rendere conto che, se fosse tutto qui, l’impresa sarebbe persa in partenza: siamo noi contro il resto del mondo. “Perché io sono solo, e gli altri sono tutti”, diceva l’uomo del sottosuolo di Dostoevskij, condensando genialmente in una frase il problema fondamentale di esistere.

Proviamo ora a pensare invece a quei momenti in cui, dedicandoci a qualcosa che ci appassiona, abbiamo perso la cognizione del tempo: eravamo talmente ‘presi’ da quello che stavamo facendo che ci siamo dimenticati di tutto il resto. Eravamo perfettamente concentrati e non lo sapevamo. Eravamo talmente “dentro” l’oggetto che qualsiasi distrazione non arrivava nemmeno a sfiorare i nostri pensieri, perché non esisteva nient’altro che l’oggetto della nostra passione. Stavamo meditando senza saperlo? Probabilmente, quasi.

La stessa cosa, in negativo, accade quando riceviamo una notizia che ci sconvolge, o un pensiero fisso ci tormenta: in questo caso, vorremmo distrarci, ma non riusciamo proprio a pensare ad altro. Non riusciamo a lavorare, a volte nemmeno a mangiare. Quell’unico pensiero che tiene sotto sequestro la nostra mente ci sveglia addirittura la notte.

Abbiamo appena visto due casi in cui la concentrazione non è solo facile, ma è fuori discussione. Nel secondo caso, addirittura una condanna.

Nella meditazione, invece, è importante che ci siano distrazioni, affinché, da un lato, ci rendiamo conto della quantità di pensieri che affollano la nostra mente; dall’altro, di quanto l’intenzione e lo sforzo (eccessivi) di concentrarci possano essere addirittura controproducenti.

Ma, soprattutto, è importante per sviluppare la capacità di concentrarci anche in assenza di uno stimolo emotivo forte. Tuttavia, come dicevamo, se la concentrazione fosse solo o soprattutto sforzo, il gioco non varrebbe la candela. Sarebbe una gara di resistenza, una dieta molto punitiva, alla fine della quale non vedremmo l’ora di abbuffarci di cibo spazzatura.

E qui arriviamo al nodo fondamentale: in realtà, concentrarsi è più frutto del rilascio, che di uno sforzo.

Ma come, uno direbbe, se io mi rilasso mi addormento! E ha ragione: una certa dose di sforzo, almeno per pensare a una cosa sola, è necessaria. Ma occorre spegnere le luci nelle stanze non abitate, occorre cessare lo sforzo di pensare a qualcos’altro.

Ecco: non è pensare a una cosa sola a essere difficile, è tutto il resto, tutto ciò che pensiamo e agiamo costantemente, in ordine sparso e senza una vera ragione, a essere estremamente faticoso. Occorre innanzitutto percepirlo, quello sforzo non richiesto, quel sovrapprezzo che paghiamo (e ciò avviene soprattutto attraverso il corpo, ma questa è un’altra storia).

Forse non ce ne siamo accorti, ma abbiamo un’ottima notizia: lo sforzo richiesto per concentrarci è molto inferiore a quello che ci aspettavamo. Non siamo noi contro tutto il mondo: il mondo, altrimenti così nemico, se chiamato con la giusta disposizione d’animo, ci viene incontro.

Certo, con la meditazione dobbiamo imparare a cessare di fare: e la nostra mente non è abituata a lasciare andare. Anche cercando di smettere, fa. Per questo può essere così difficile perdere una abitudine o un vizio. Così, quando ci sentiamo tesi, cerchiamo di fare qualcosa che ci rilassi: il che può essere ottimo, ma alla lunga, se non impariamo ad arrenderci, diventa qualcosa in più oltre a quello che già facciamo. Anche in questo caso, è il corpo – semmai esiste un corpo contrapposto alla mente – che ci viene in aiuto.

Ora, in questo discorso che potrebbe apparire – ed è – soprattutto di buonsenso, si è in realtà affacciato qualcosa di più misterioso. Il gioco delle parti che abbiamo interpretato inconsapevolmente comincia a divenire più sfumato. Chi sono io e chi o cosa è il resto del mondo?

Come mai, dedicandomi a una cosa soltanto, non solo mi dimentico che siamo due entità separate, ma viene meno il senso di incompletezza, di separazione dal tutto che inconsciamente mi costringe sempre ad agire e a cercare qualcos’altro ancora?

E come mai a un certo punto la descrizione di questo ritrovarmi assomiglia almeno sulla carta a un naufragare? E perché, come ricorda il poeta e come assicurano tutti i meditanti, è così dolce?

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Archiviato in:Articoli, meditazione, Yoga Contrassegnato con: meditazione Novara, yoga Novara

Meditazione online: riposare nel corpo – autunno 2025

3 Ottobre 2025 di Zénon Lascia un commento

Un nuovo ciclo per accostarsi alla meditazione, a partire da lunedì 13 ottobre 2025 alle 18.00. Online in diretta, con registrazioni disponibili per una settimana.

Questa edizione

Siamo soliti pensare che per meditare occorra concentrazione, e che per concentrarsi serva uno sforzo costante della mente per evitare le distrazioni. Eppure, in ogni tradizione contemplativa il corpo e le facoltà sensoriali, che da un lato sono percepiti come un potenziale disturbo, sono anche considerati lo strumento privilegiato per accompagnarci e facilitarci in questo viaggio.  

Le due parole chiave di questo ciclo di 9 lezioni online, aperto anche a chi non ha esperienza, sono quindi propriocezione e immaginazione: tramite un ascolto attivo e a volte creativo esploreremo luoghi e supporti nel corpo e nello spazio che abitiamo, imparando a lasciarci scivolare in uno stato di concentrazione senza sforzo che si apre spontaneamente alla meditazione.

Questa è la versione online, che puoi seguire in diretta o tramite le registrazioni. Se vuoi meditare in presenza con noi a Novara vai qui.

Contenuti

  • Questa edizione
  • A chi è rivolto questo percorso
  • Struttura delle lezioni
  • Dove e quando si svolgono le sessioni
  • Il docente
  • Contributo di partecipazione
  • Iscriviti
    • Richiedi informazioni
    Imparare a meditare

    A chi è rivolto questo percorso

    A chi desidera accostarsi alla pratica meditativa sia partendo da zero, sia cercando un approccio il più possibile essenziale.

    A chi pratica già la meditazione da autodidatta e desidera approfondire.

    A chi vuole imparare a calmare la mente e ottenere maggiore chiarezza.

    A chi è sottoposto a forti stress lavorativi, familiari o di altra natura.

    A studenti che necessitano di strumenti per gestire l’ansia migliorando la concentrazione

    Struttura delle lezioni

    Ogni lezione dura un’ora circa e include

    • Una parte introduttiva con la spiegazione dei principi e della pratica, con eventuali approfondimenti
    • Una parte pratica di meditazione seduta, o eventualmente in movimento. (Nota: il percorso è inizialmente guidato, con interventi progressivamente più radi per abituare a una pratica autonoma)

    Dove e quando si svolgono le sessioni


    Il corso online si terrà a partire dal 13 ottobre 2025 ogni lunedì alle 18.00, in diretta via Zoom. Saranno disponibili anche le registrazioni, per una settimana, per la partecipazione in differita.

    Il docente

    Francesco Vignotto

    Insegnante di yoga e meditazione presso Zénon.

      Contributo di partecipazione

      La quota di partecipazione del corso (comprensivo di 9 lezioni) è di 160€. Tramite Paypal, è possibile pagare la quota in 3 rate mensili senza interessi.

      Iscriviti

      Vuoi iscriverti? Servono solo due passaggi: 1) paghi la quota e 2) compili e invii la domanda di iscrizione.


      1. Dati per il pagamento

      Costo: 160€ (9 lezioni)

      Puoi scegliere di pagare:

      • con carta di credito o di debito attraverso Paypal (non serve avere un account): in questo caso puoi anche usufruire dell’opzione paga in tre rate;
      • con bonifico bancario.

      Con carta di credito/debito (con o senza Paypal)

      Con bonifico bancario

      Ecco le coordinate bancarie su cui versare la quota di iscrizione:

      IT32R0503410196000000000905
      Importo: 160,00 intestato a: Zenon ASD 
      Causale: Iscrizione corso e quota tesseramento [specificare il nome se il conto non è intestato all’iscritto/a]

      2. Scarica e compila il modulo di iscrizione

      Scarica la domanda di iscrizione e inviala compilata all’indirizzo info@zenon.it oppure inviacela via whatsapp cliccando sull’icona in basso a sinistra.

      Modulo iscrizioneDownload

      Nota: iscrivendoti a questo corso accetti termini e condizioni di questo servizio.

      Richiedi informazioni

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      Archiviato in:Senza categoria

      L’autunno e le pratiche di Qi Gong: seminario con Marco Invernizzi

      10 Settembre 2025 di Zénon Lascia un commento

      Giovedì 18 settembre alle 19.10: l’incontro dedicato alle pratiche di Qi Gong per l’autunno.

      L’autunno segna il momento in cui l’energia Yin, introspettiva e ricettiva, si manifesta come preponderante sull’energia Yang, attiva ed estroversa. Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, è associata all’elemento metallo, che simboleggia la chiarezza mentale e la capacità di lasciare andare. Gli organi associati sono i polmoni e il grosso intestino. Di particolare importanza, quindi, in questo passaggio stagionale, è prendersi cura del nostro respiro e della salute dell’apparato digerente.

      In questo seminario vedremo le pratiche di Qi Gong per affrontare l’arrivo della nuova stagione con più equilibrio.

      Quando, dove e costo

      Il corso dedicato all’autunno si terrà giovedì 18 settembre presso la nostra sede in via XXIII marzo n.17 a Novara dalle 19.10 alle 20.30. Il contributo di partecipazione è di 30€.

      Il docente

      Marco Invernizzi

      Medico e Professore associato presso la cattedra di medicina fisica e riabilitativa dell’Università del Piemonte Orientale.
      Agopuntore ed esperto in Medicina Tradizionale Cinese, insegnate di Tai Chi e Qi Qong presso Zènon.


        Desideri maggiori informazioni o vuoi iscriverti?

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        Archiviato in:eventi conclusi Contrassegnato con: Qi Gong Novara

        I chakra negli Yoga Sutra di Patanjali?

        21 Agosto 2025 di Zénon Lascia un commento

        Siamo andati a rintracciare i chakra (da qui in poi nella grafia più corretta, cakra) nel luogo più improbabile: gli austeri Yoga Sūtra di Patañjali…

        Negli Yoga Sūtra il termine cakra (“cerchio, ruota”) compare solo una volta, nel terzo libro o pāda, che descrive le ‘facoltà estese’ (vibhūti) derivanti dalla pratica combinata delle tre fasi interne dello yoga: l’atto di concentrarsi su un oggetto, il consolidarsi di questa concentrazione come un unico flusso ininterrotto, la fusione totale fino a perdere la cognizione di sé e dell’oggetto stesso.

        Diversi sūtra qui hanno la stessa struttura, descrivendo come, a seconda dell’oggetto su cui si dirige questa disciplina, si ottengano doni che consistono in conoscenza facoltà particolari. Ed è qui che, improvvisamente, compare il termine cakra, al sutra 29:

        nābhi-cakre kāya-vyūha-jñānam
        (Concentrando la disciplina) sul cerchio (cakra) dell’ombelico si viene a conoscere la costituzione del corpo.

        Vyāsa, il più antico commentatore di Patañjali, osserva che: “Lo yogin che fissa la disciplina sul cerchio dell’ombelico conoscerà la costituzione del corpo, quanto a dire i tre umori: aria, bile e flemma e i sette elementi: pelle sangue, carne, nervi, ossa, midollo e semen, esposti qui secondo l’ordine in cui si presentano dall’esterno.”1

        Ma, in realtà, nei sūtra seguenti non mancano altri elementi di interesse. Il successivo (30) afferma che meditando sulla cavità della gola “si ottiene la cessazione della fame e della sete”. Secondo il sūtra 33, praticando la disciplina sulla nadi detta kurma (“tartaruga”), situata tra la gola e il cuore, si ottiene la perfetta immobilità del corpo. Secondo il sūtra 32, praticandola sulla “luce del capo” si ottiene la visione degli esseri perfetti. Secondo il sūtra 34, infine, applicando la disciplina sul cuore si ottiene la comprensione della mente. Osserviamo inoltre che già nel commento al sutra 36 del primo libro, Vyasa aveva accennato che la coscienza della mente consegue dalla concentrazione sul “loto del cuore”.

        Che cosa possiamo concludere? Certo, se cerchiamo negli Yoga Sūtra una mappatura dettagliata della fisiologia sottile, abbiamo sbagliato indirizzo. Lo yoga di Patañjali è alieno alle pratiche psicofisiche di manipolazione dell’energia vitale, che saranno proprie dello Hatha Yoga medievale, così come all’idea che i cakra costituiscano altrettante tappe nel risveglio della kuṇḍalinī–śakti, l’energia cosmica dormiente nel centro-radice che gioca un ruolo determinante sia nel Tantra che nello stesso Hatha yoga.2

        Gli Yoga Sūtra illustrano una sistematica disciplina di controllo/cessazione delle funzioni mentali e dei loro attivatori inconsci, attraverso la consapevolezza e il riconoscimento dei meccanismi della mente: non intendono stimolare l’energia vitale per farla detonare, bensì mirano a un ponderato distacco. Pertanto, in questo contesto, l’esatta geografia di ciò che si abbandona non è rilevante, così come non lo è ornarla di complesse simbologie.

        Rilevante è, invece, che anche per Patañjali vi siano dei luoghi, fisici o mentali, esterni o interni al corpo, che possono fornire un supporto alla pratica meditativa, facilitando così l’interiorizzazione e il riassorbimento dei processi vitali/mentali, se non, addirittura, aprendo a vere e proprie forme di gnosi.

        Soprendentemente, ma non troppo, sarebbe stata proprio questa, secondo David Gordon White, l’originaria accezione dei cakra all’interno dei sistemi tantrici: come spesso accade, pur tra le innumerevoli differenze, il cerchio si chiude.3

        Questo contenuto è una anticipazione di Yogasana 11: Chakra, che inizierà il prossimo 25 settembre, online e in presenza.

        1. La traduzione del sutra e del relativo commento sono di Corrado Pensa, da Patanjali, Aforismi dello yoga, Bollati Boringhieri, 1978 ↩︎
        2. “Sebbene Patañjali conoscesse i cakra e i nādī, non vi è alcuna prova che conoscesse anche il concetto di kuṇḍalinī-śakti, il potere del serpente, che gioca un ruolo importante nel Tantra e nello Haṭha-Yoga“. G. Feuerstein, The Yoga-Sutra of Patañjali: A New Translation and Commentary, 1989. ↩︎
        3. Vedi, in particolare: https://www.yogaanytime.com/class-view/1279/video/Yoga-Tantric-Goddesses-and-Jackals-by-David-Gordon-White ↩︎
        Leggi

        Archiviato in:Articoli, Yoga

        Yogasana 11: Chakra, fra tantrismo, neuroscienze, PNEI e yoga contemporaneo

        8 Luglio 2025 di Zénon

        Yogasana 11
        CHAKRA

        Tra miti di oggi e di ieri, neuroscienze, PNEI, Yoga tantrico delle origini, Taoismo e Yoga contemporaneo. Sette seminari teorico-pratici, online e in presenza, settembre-novembre 2025

        Indice

        • Contenuti di questa edizione
        • Il programma e il calendario
          • I docenti
          • Contributo di partecipazione e attestato di frequenza
          • Iscriviti
            • Desideri maggiori informazioni?

            Contenuti di questa edizione

            Ci sono pochi argomenti che catalizzano l’attenzione e dividono quanto i chakra (cakra), non solo tra i praticanti di yoga.

            L’esistenza di un sistema di centri psico-energetici, oggi, è per alcune persone una realtà che non ha bisogno di dimostrazioni, e che influenza la vita e la salute di ognuno attraverso dinamiche molto precise.

            Altri, più scettici, mettono l’accento sulla natura originariamente simbolica ed esoterica di questi centri, stigmatizzando l’influsso della famigerata New Age, a cui dobbiamo innumerevoli e a volte imbarazzanti luoghi comuni.

            Se però rischiamo, da un lato, di ridurre il discorso sui chakra a un ingenuo gergo subculturale, dall’altro ci esponiamo al pericolo di gettare via il bambino insieme all’acqua sporca, cadendo nella trappola di un altrettanto insensato relativismo culturale, che vede sempre e solo differenze tra le diverse tradizioni, come se queste si riferissero a forme di umanità totalmente diverse e incompatibili tra loro.

            Sarà quindi equilibrandoci tra una sana dose di dubbio e la ricerca della cosa in sé, al di là dei simboli convenzionali per indicarla, che ci muoveremo in questo nuovo ciclo di seminari. Pertanto, se sfateremo alcuni miti, cercheremo d’altro canto di preservarne l’eventuale nucleo di verità, riflettendo su come possa essere integrato in una pratica yogica contemporanea che miri all’essenziale.

            Naturalmente, non prescinderemo dalla comprensione del contesto originario in cui i chakra sono nati, in special modo il tantrismo indo-tibetano e lo hatha yoga medievale, oltre a confrontarci con la visione più sintetica del Taoismo.

            Ma, com’è giusto che sia, prenderemo altrettanto seriamente in considerazione i successivi strati che si sono sovrapposti: a partire dal contributo dell’esoterismo occidentale e dalle letture junghiane fino alle evoluzioni posteriori, che hanno mutato la valenza attribuita ai chakra rispetto alle origini, tendendo a spostare l’asse dell’interpretazione dal piano mistico (dove l’individuo viene superato) a quello psicologico (dove l’individuo è ancora alla ricerca di un pieno sviluppo).

            Se inoltre, come alcuni studiosi notano, non dobbiamo essere troppo zelanti nel voler identificare i chakra con delle precise strutture fisiche, il fatto che siano collocati e richiedano di essere percepiti, visualizzati e stimolati in determinati luoghi del corpo, pur con una certa variabilità, implica che esiste una importante connessione con strutture corporee e con funzioni fisiologiche-chiave, che prenderemo in esame sia come punti di attenzione per la pratica corporea, sia come supporto per quella meditativa.

            D’altro canto non possiamo liquidare come mere coincidenze le affinità tra chakra, i rami del Sistema Nervoso Centrale e il Sistema Endocrino, soprattutto alla luce di due discipline in cui oggi si ripongono non poche aspettative: le moderne neuroscienze e la PNEI (Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia), a cui dedicheremo ben due dei sette seminari.

            In questa edizione ci avvarremo dei contributi di esperti nei rispettivi campi come i Prof. Marco Invernizzi, Claudio Molinari e Gioia Lussana, oltre all’apporto di Francesco Vignotto per la contestualizzazione nella pratica.

            in presenza e online

            Il corso potrà essere seguito anche in differita: le registrazioni saranno disponibili il giorno dopo ogni seminario e rimarranno a disposizione per un anno.

            Il programma e il calendario

            Tutti i seminari dureranno circa due ore e conterranno una parte teorica e una parte pratica. Potranno essere seguiti in queste tre modalità:

            • in presenza presso la nostra sede a Novara in via XXIII marzo al numero 17
            • online in diretta tramite la piattaforma Zoom
            • online in differita, tramite le registrazioni che saranno disponibili per la visione in streaming a partire dal giorno seguente

            Le registrazioni, assieme alle slide di ogni seminario, saranno a disposizione di tutti gli iscritti, anche di chi sceglierà di seguire in presenza.

            L’orario è dalle 19.10 alle 21.10 circa nelle date seguenti:

            • 25 settembre
            • 2 ottobre
            • 16 ottobre
            • 23 ottobre
            • 6 novembre
            • 13 novembre
            • 27 novembre

            Ed ecco il dettaglio degli incontri:


            MODULO 1: Tra Oriente e Occidente, andata e ritorno

            Online e in presenza, giovedì 25 settembre ore 19.10-21.00
            Con Francesco Vignotto e Marco Invernizzi

            Per i chakra, oggi, vale lo stesso discorso dello yoga contemporaneo: se l’origine è rintracciabile sicuramente in India (in una particolare tradizione), è altrettanto vero che l’idea iniziale si è amalgamata non solo con concetti della medicina e della psicologia occidentali, ma anche con elementi derivanti dall’esoterismo europeo, spesso con effetti ‘di ritorno’ anche sulle scuole di yoga indiane. E se tutto ciò da un lato ha dato origine a innumerevoli banalizzazioni, dall’altro non possiamo ignorare in toto questa evoluzione in nome di un passato ideale e filologicamente corretto, ma per molti versi non praticabile senza una riformulazione. In questo primo seminario cercheremo quindi di comprendere cosa sono i chakra oggi, e se possono insegnarci qualcosa di significativo per una pratica yogica contemporanea.


            MODULO 2: Chakra e neuroscienze: una mappa simbolica delle funzioni del Sistema Nervoso Centrale?

            Online e in presenza, giovedì 2 ottobre 19.10-21.00
            Con Claudio Molinari e Francesco Vignotto

            In questo seminario, partiremo dalla ben nota e discussa analogia tra le localizzazioni dei centri sottili e i plessi attraverso cui il Sistema Nervoso Centrale innerva specifiche regioni del corpo, cogliendo l’occasione per approfondirne la fisiologia e per fare il punto sullo stato dell’arte delle neuroscienze. Prenderemo inoltre in esame un’ipotesi molto recente che recupera la nozione di corpo sottile in termini di enterocezione e il modello dei chakra come mappa della integrazione di mente e corpo. Senza dimenticare che, da un punto di vista contemplativo, le mappe sono utili quando permettono al filo del pensiero di perdere le sue stesse tracce, lasciando emergere la coscienza in sé.


            MODULO 3: Il Sistema Endocrino e la PNEI

            Online e in presenza, giovedì 16 ottobre 19.10-21.00
            Con Marco Invernizzi e Francesco Vignotto

            Anche la prossimità tra chakra e ghiandole endocrine è stata spesso oggetto di elucubrazioni. In questo seminario, assieme al Prof. Claudio Molinari, ne approfitteremo per introdurre la PNEI, ovvero la Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia. Questa disciplina allarga il campo a due altri importanti attori oltre al Sistema Nervoso Centrale, ovvero il Sistema Endocrino e quello Immunitario, gettando luce su come tutti e tre questi sistemi interagiscano sia sul piano fisiologico sia su quello psicologico-comportamentale. Nella parte pratica, approfondiremo l’importanza del principio di autoregolazione nel contesto yogico, in cui proprio la relazione tra chakra, noti e meno noti, può rivelarsi particolarmente utile.


            MODULO 4: Il Sistema Nervoso Enterico: un “secondo cervello” nell’intestino?

            Online e in presenza, giovedì 23 ottobre 19.10-21.00
            Con Marco Invernizzi e Francesco Vignotto

            Da alcuni anni, l’idea che avremmo un ‘secondo cervello’ nell’area addominale è entrata piuttosto di prepotenza nel discorso comune. La popolarità di questa ipotesi è sicuramente da attribuire al connubio tra l’esperienza diretta di ognuno e le sempre più vaste evidenze scientifiche. Il Sistema Nervoso Enterico, infatti, è oggi considerato il terzo ramo del Sistema Nervoso Autonomo, con caratteristiche del tutto peculiari e indipendenti dai rami vagale-parasimpatico e ortosimpatico. In questo seminario, assieme al Prof. Marco Invernizzi, ne approfondiremo le caratteristiche, mentre nella parte yogica pratica analizzeremo le implicazioni rispetto ai modelli di fisiologia sottile tradizionali e come lo stato di questo ‘cervello nell’intestino’ e lo yoga possano interagire (o interferire) tra loro.


            MODULO 5: In estrema sintesi: i tre Dan tian della tradizione Cinese

            Online e in presenza, giovedì 6 novembre 19.10-21.00
            Con Marco Invernizzi e Francesco Vignotto

            La caratteristica del Taoismo e della Medicina Tradizionale Cinese è da sempre l’essenzialità: così, in queste tradizioni, l’alchimia di corpo-mente-energia si gioca in soli tre soli centri, i tre Dan Tian (letteralmente “campi di elisir”), dove l’energia vitale può essere accumulata e coltivata, secondo un’idea molto vicina a quella del tantrismo delle origini, i cui rapporti con il mondo taoista sono probabili, anche se poco documentati. Il confronto con questo sistema, che tripartisce le funzioni altrove distribuite su quattro, cinque, o sette centri, sarà in particolar modo utile sotto l’aspetto pratico, permettendoci di individuare tre macro-segmenti psico-corporei e di elaborare una sintesi estrema delle reciproche dinamiche.


            MODULO 6: Chakra e corpo in azione: quale legame tra asana e centri sottili?

            Online e in presenza, giovedì 13 novembre 19.10-21.00
            Con Francesco Vignotto

            Quasi tutti i manuali di yoga classici indicano per ogni asana un chakra di riferimento, intendendo con questo sia un particolare aspetto su cui la posizione lavora, sia le particolari strutture anatomo-fisiologiche che vengono coinvolte. Se questo approccio, da un lato, rischia spesso di incoraggiare una forma di riduzionismo meccanicistico e di voler identificare con troppo zelo i chakra con delle precise strutture fisiche, d’altro canto non è possibile escludere per principio questo tipo di interazioni, proprio perché i chakra sono localizzati o devono essere visualizzati in luoghi del corpo fisico. Ma quale tipo di azione fisica può avere realmente un impatto così sottile?


            MODULO 7: Nutrire il principio vitale

            Online e in presenza, giovedì 27 novembre 19.10-21.00
            Con Gioia Lussana

            Che cosa feconda, nutre e accresce la nostra energia interna?

            Nello Haṭha yoga e nell’evoluzione tantrica dell’India religiosa l’essenza vitale di ognuno va potenziata e allenata fino a ‘mettere le ali’. Esploreremo questo percorso di risveglio, trovando anche alcuni riscontri nelle intuizioni della filosofia occidentale.




            I docenti

            Marco Invernizzi

            Medico e Professore Ordinario presso la cattedra di Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università del Piemonte Orientale.
            Agopuntore ed esperto in Medicina Tradizionale Cinese, insegnante di Tai Chi e Qi Qong presso Zénon.

              Francesco Vignotto

              Insegnante di yoga e meditazione presso Zénon.

                Gioia Lussana

                Docente yoga (Y.A.N.I.) e formatrice di insegnanti yoga. Laureata cum laude in Indologia con Raniero Gnoli e Raffaele Torella. Co-fondatrice dell’A.ME.CO con Corrado Pensa, per oltre 20 anni ha approfondito la meditazione vipassanà con maestri del buddhismo contemporaneo. Ha pubblicato saggi sullo yoga in riviste scientifiche (RSO) e divulgative. Ha conseguito il PhD presso l’Università Sapienza di Roma con una ricerca sullo yoga tantrico delle origini.

                  Claudio Molinari

                  Medico e Dottore di Ricerca in Fisiologia, Agopuntore.
                  Professore Associato di Fisiologia presso la Scuola di Medicina dell’Università del Piemonte Orientale “A. Avogadro” di Novara.
                  La sua attività di docente si svolge anche presso:
                  la Scuola di Agopuntura ALMA di Milano;
                  il Corso di Perfezionamento in Regolazione Biologica e Medicine Complementari dell’Università di Milano;
                  il Corso di Perfezionamento in Coordinamento di Medicina Integrata dell’Università di Pavia.
                  Si impegna da anni per far entrare la Medicina Complementare nel mondo Accademico.

                    Contributo di partecipazione e attestato di frequenza

                    Il contributo di partecipazione del corso (comprensivo dei 7 seminari) è di 300€. Non è possibile iscriversi a singoli seminari, in quanto il corso è da intendersi come un blocco unitario. È possibile però pagare in 3 rate scegliendo l’opzione Paypal.

                    Al termine del percorso verrà rilasciato un attestato di frequenza. Chi segue online, in diretta o differita, può ottenere l’attestato presentando una breve relazione scritta.

                    Iscriviti

                    Vuoi iscriverti? Servono solo due passaggi: 1) paghi la quota e 2) compili e invii la domanda di iscrizione.


                    1. Dati per il pagamento

                    Costo: 300,00€ 300€

                    Ecco le coordinate bancarie su cui versare la quota di iscrizione:

                    IT32R0503410196000000000905
                    Intestato a: ZENON SOCIETA’ SPORTIVA DILETTANTISTICA 
                    Causale: Iscrizione corso e quota tesseramento [specificare il nome se il conto non è intestato all’iscritto/a]

                    Oppure paga con carta di credito/debito (con o senza Paypal), con l’opzione paga in 3 rate

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                    Pratiche di Qi Gong per l’Estate: Seminario a Novara

                    19 Giugno 2025 di Zénon Lascia un commento

                    Giovedì 26 giugno alle 19.10: l’incontro dedicato alle pratiche di Qi Gong per l’estate.

                    La natura e le stagioni sono da sempre fonte di grande ispirazione per la Tradizione Taoista e i concetti di ciclicità, equilibrio e armonia sono parte fondante non solo delle pratiche di lunga vita ma anche della medicina tradizionale cinese. In questo i parallelismi tra i cicli della natura e le dinamiche dell’essere umano sono molti e dalla loro conoscenza derivano anche importanti informazioni per adattare i ritmi fisiologici del corpo alla ciclicità delle stagioni, sia in ottica preventiva che curativa.

                    Negli incontri verranno analizzate le principali caratteristiche delle stagioni, degli elementi ad esse collegate e soprattutto le pratiche di Tai Chi e Qi Gong atte a prevenire gli squilibri tipici di ogni stagione per armonizzare ed equilibrare il corpo rispetto a questi cambiamenti.

                    Ogni singolo incontro sarà suddiviso in una breve parte teorica e una parte pratica dove, attraverso movimenti, respirazione e l’uso del suono saranno approfondite le pratiche taoiste specifiche di ogni periodo dell’anno.

                    L’estate

                    L’estate è il momento dell’anno in cui l’energia Yang raggiunge la sua massima espressione.

                    Questa stagione secondo la Medicina Tradizionale Cinese è legata all’elemento fuoco e associato a Cuore e Intestino Tenue.

                    L’emozione ad essi collegata è la gioia. La pratica Qi Gong mira ad equilibrare le energie Yin e Yang per non farsi travolgere (in termini energetici) dal bruciare del calore estivo.

                    Quando, dove e costo

                    Il corso dedicato all’autunno si terrà presso la nostra sede in via XXIII marzo n.17 a Novara dalle 19.10 alle 20.30. Il contributo di partecipazione è di 30€.

                    Il docente

                    Marco Invernizzi

                    Medico e Professore associato presso la cattedra di medicina fisica e riabilitativa dell’Università del Piemonte Orientale.
                    Agopuntore ed esperto in Medicina Tradizionale Cinese, insegnate di Tai Chi e Qi Qong presso Zènon.


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                      Centro di yoga, meditazione, Qi Gong e Taijiquan. Corsi per ogni età e ogni livello.

                      info@zenon.it
                      Via Ventiré marzo 17 Novara, 28100
                      lunedì10:00 – 20:00
                      martedì, venerdì10:00 – 20:10
                      mercoledì10:00 – 20:40
                      giovedì10:00 – 19:00
                      sabato10:00 – 12:00
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