Giovedì 26 gennaio 2017 ore 20:00
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Rischiare grosso con lo yoga: qualche consiglio per chi pratica
Lo yoga è accorgerti che non sei tu a respirare, non sei tu a muovere il tuo corpo, non sei tu a pensare. Inizialmente, ciò può sembrare una terribile mancanza di attenzione. Il passo successivo è accorgerti che in questo non c’è nulla da cambiare.
LeggiMeditazioni per non uscire dal mondo
Così lontani, così vicini: la meditazione tra uscite e immersioni nel mondo
LeggiLo Zen e l’arte di spaccarsi le palle con la meditazione
Su internet circolano ormai moltissime infografiche che illustrano i benefici del meditare sotto l’aspetto fisiologico e mentale. Lo fanno spesso con qualche immagine stereotipata di tramonti o di cascate, volti sorridenti e corredandolo con qualche nuovo studio ‘scientifico’ sull’attività cerebrale dei meditanti – abbiamo visto, del resto, quanto gli studi scientifici raramente siano compresi per quello che […]
LeggiIpocondria di uno yogi
Allagare il campo, o fare la pipì a letto Patanjali paragona l’azione dello Yogi a quella di un contadino che rimuove gli ostacoli, permettendo così che il campo si allaghi. Come abbiamo visto, gli Yoga Sutra attribuiti al saggio indiano non indicano alcuna tecnica – anzi, affermano che qualsiasi tecnica agisce solo indirettamente: “La causa strumentale non […]
LeggiLo Yoga in una posizione: la storia improbabile degli āsana
Oggi le āsana costituiscono spesso buona parte – se non la totalità – di ciò che nella pratica si fa nei luoghi deputati alla pratica dello Yoga. Le “fasi” o dimensioni ulteriori dello Yoga vengono rimandate a un secondo o terzo anno che spesso non arriverà mai nemmeno dopo una vita parcheggiati in una palestra. Ma quali sono le origini delle āsana?
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