• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa al piè di pagina
  • Facebook
  • Instagram

info@zenon.it | tel. 3492462987

  • Home
  • Corsi
    • Tutti i corsi e gli orari
    • Yoga
      • Yoga (lezioni collettive)
      • Yoga: lezioni e percorsi individuali (a Novara e online)
      • Respirazione – Pranayama
      • Yoga: cose da sapere (FAQ)
    • Meditazione
    • Yoga in gravidanza
    • Attività post parto
    • Qi Gong e Taijiquan
    • Functional Training
    • Ginnastica funzionale adattata
  • Eventi
  • Chi siamo
  • Blog
    • Yoga
    • Yoga in gravidanza
    • Meditazione
    • Qi gong
    • Pratiche
    • Taoismo
    • Interviste
  • Contatti

meditazione Novara

La concentrazione non è quello che pensiamo

7 Ottobre 2025 by Zénon Lascia un commento

“Vorrei meditare, ma non sono capace di concentrarmi”: è una delle considerazioni più ricorrenti tra chi vorrebbe accostarsi alla meditazione, ma è intimorita dalla sua (apparente?) austerità.

In realtà, molto dipende da cosa intendiamo per concentrazione. Solitamente, infatti, riteniamo che concentrarsi richieda uno sforzo costante per evitare le distrazioni: sembrerebbe l’interpretazione più plausibile di espressioni tradizionali come “con la mente concentrata su un solo punto”. 

Abbiamo, in altre parole, un’idea – e quindi un approccio – soprattutto negativi alla concentrazione: dobbiamo pensare a una cosa e combattere per non pensare a qualcos’altro. Quindi, come l’elefante, ‘qualcos’altro’ incombe sempre nei nostri pensieri.

Per questo, al termine di una seduta di meditazione, tendiamo spesso a scoraggiarci, notando più i momenti di distrazione che quelli in cui eravamo “sul pezzo”.

Intendiamoci: lo sforzo per riportare la mente distratta sull’oggetto è un ingrediente fondamentale della meditazione. Ci possiamo però facilmente rendere conto che, se fosse tutto qui, l’impresa sarebbe persa in partenza: siamo noi contro il resto del mondo. “Perché io sono solo, e gli altri sono tutti”, diceva l’uomo del sottosuolo di Dostoevskij, condensando genialmente in una frase il problema fondamentale di esistere.

Proviamo ora a pensare invece a quei momenti in cui, dedicandoci a qualcosa che ci appassiona, abbiamo perso la cognizione del tempo: eravamo talmente ‘presi’ da quello che stavamo facendo che ci siamo dimenticati di tutto il resto. Eravamo perfettamente concentrati e non lo sapevamo. Eravamo talmente “dentro” l’oggetto che qualsiasi distrazione non arrivava nemmeno a sfiorare i nostri pensieri, perché non esisteva nient’altro che l’oggetto della nostra passione. Stavamo meditando senza saperlo? Probabilmente, quasi.

La stessa cosa, in negativo, accade quando riceviamo una notizia che ci sconvolge, o un pensiero fisso ci tormenta: in questo caso, vorremmo distrarci, ma non riusciamo proprio a pensare ad altro. Non riusciamo a lavorare, a volte nemmeno a mangiare. Quell’unico pensiero che tiene sotto sequestro la nostra mente ci sveglia addirittura la notte.

Abbiamo appena visto due casi in cui la concentrazione non è solo facile, ma è fuori discussione. Nel secondo caso, addirittura una condanna.

Nella meditazione, invece, è importante che ci siano distrazioni, affinché, da un lato, ci rendiamo conto della quantità di pensieri che affollano la nostra mente; dall’altro, di quanto l’intenzione e lo sforzo (eccessivi) di concentrarci possano essere addirittura controproducenti.

Ma, soprattutto, è importante per sviluppare la capacità di concentrarci anche in assenza di uno stimolo emotivo forte. Tuttavia, come dicevamo, se la concentrazione fosse solo o soprattutto sforzo, il gioco non varrebbe la candela. Sarebbe una gara di resistenza, una dieta molto punitiva, alla fine della quale non vedremmo l’ora di abbuffarci di cibo spazzatura.

E qui arriviamo al nodo fondamentale: in realtà, concentrarsi è più frutto del rilascio, che di uno sforzo.

Ma come, uno direbbe, se io mi rilasso mi addormento! E ha ragione: una certa dose di sforzo, almeno per pensare a una cosa sola, è necessaria. Ma occorre spegnere le luci nelle stanze non abitate, occorre cessare lo sforzo di pensare a qualcos’altro.

Ecco: non è pensare a una cosa sola a essere difficile, è tutto il resto, tutto ciò che pensiamo e agiamo costantemente, in ordine sparso e senza una vera ragione, a essere estremamente faticoso. Occorre innanzitutto percepirlo, quello sforzo non richiesto, quel sovrapprezzo che paghiamo (e ciò avviene soprattutto attraverso il corpo, ma questa è un’altra storia).

Forse non ce ne siamo accorti, ma abbiamo un’ottima notizia: lo sforzo richiesto per concentrarci è molto inferiore a quello che ci aspettavamo. Non siamo noi contro tutto il mondo: il mondo, altrimenti così nemico, se chiamato con la giusta disposizione d’animo, ci viene incontro.

Certo, con la meditazione dobbiamo imparare a cessare di fare: e la nostra mente non è abituata a lasciare andare. Anche cercando di smettere, fa. Per questo può essere così difficile perdere una abitudine o un vizio. Così, quando ci sentiamo tesi, cerchiamo di fare qualcosa che ci rilassi: il che può essere ottimo, ma alla lunga, se non impariamo ad arrenderci, diventa qualcosa in più oltre a quello che già facciamo. Anche in questo caso, è il corpo – semmai esiste un corpo contrapposto alla mente – che ci viene in aiuto.

Ora, in questo discorso che potrebbe apparire – ed è – soprattutto di buonsenso, si è in realtà affacciato qualcosa di più misterioso. Il gioco delle parti che abbiamo interpretato inconsapevolmente comincia a divenire più sfumato. Chi sono io e chi o cosa è il resto del mondo?

Come mai, dedicandomi a una cosa soltanto, non solo mi dimentico che siamo due entità separate, ma viene meno il senso di incompletezza, di separazione dal tutto che inconsciamente mi costringe sempre ad agire e a cercare qualcos’altro ancora?

E come mai a un certo punto la descrizione di questo ritrovarmi assomiglia almeno sulla carta a un naufragare? E perché, come ricorda il poeta e come assicurano tutti i meditanti, è così dolce?

Leggi

Archiviato in:Articoli, meditazione, Yoga Contrassegnato con: meditazione Novara, yoga Novara

Corso biennale formazione insegnanti Yoga

16 Maggio 2024 by Zénon

FORMAZIONE INSEGNANTI YOGA
2024-25

teoria e pratica del silenzio del corpo

Corso di formazione biennale per insegnanti di Yoga da oltre 250 ore frontali.

Indice

  • A chi è rivolto questo corso di formazione
  • Contenuti del corso
  • Piano didattico
  • Struttura e calendario
  • I docenti
  • Esami e diplomi
  • Costi
  • Invia la tua domanda di iscrizione

A chi è rivolto questo corso di formazione

  • A chi pratica yoga da almeno 2 anni in modo continuativo.
  • A chi desidera approfondire lo yoga e l’esperienza del suo insegnamento con sincero interesse per le questioni centrali: il rapporto mente-corpo, la possibilità di incarnare le questioni filosofiche nella pratica e nella vita, la consapevolezza e il rispetto dei limiti fisiologici, l’adattamento e l’evoluzione della pratica in base alle più comuni patologie riscontrabili nella popolazione, lo yoga come affiancamento alle terapie mediche e psicologiche.

Non vi sono invece limitazioni riguardanti l’abilità fisica.

Anche per questo, e per garantire la qualità del percorso e del gruppo di lavoro, non accettiamo tutte le candidature al corso. Se, dopo aver letto il programma e la struttura del corso, ritieni di volerti iscrivere, puoi inviare la tua candidatura tramite il modulo che trovi in fondo a questa pagina.


Contenuti del corso


Il corso di formazione per insegnanti di yoga si basa su tre pilastri:

  • lo studio, l’elaborazione personale e l’interiorizzazione dello yoga e della cultura yogica, non limitando il campo a ciò che è strettamente ‘antico’ o ‘indiano’, ma cogliendone le implicazioni e le relazioni a volte insospettate con il contesto odierno e occidentale e con le culture limitrofe (ad esempio, la tradizione Taoista, tibetana ecc.);
  • la pratica, che deve essere quotidiana e non circoscritta a ciò che ci attrae personalmente o che risponde alle nostre inclinazioni, ma orientata all’approfondimento di ciò che può essere utile per la crescita dei propri allievi;
  • l’esperienza di insegnamento, ossia di come entrare in sintonia con l’allievo e di come accompagnarlo verso il silenzio del corpo che caratterizza la pratica dello yoga, nel rispetto delle suoi limiti e anzi sapendo cogliere la ricchezza proprio nelle sue caratteristiche.

Per conoscere nei dettagli le aree tematiche clicca sul segno ‘+’ di ogni voce.

Lo studio dello Yoga oggi

Dire che lo Yoga è una disciplina millenaria è ormai una frase di rito, ma quello che oggi chiamiamo Yoga non è giunto fino a noi tale e quale dalla notte dei tempi. Proprio per questo, accanto allo studio delle tradizioni, è di importanza fondamentale capire che cos’è (e perché è stato definito così) lo Yoga Posturale Moderno, come si discosta inevitabilmente dagli Yoga tradizionali – per destinatari, contesto e spesso per finalità – e come tuttavia, prendendone atto, possiamo trarre ispirazione dalla tradizione, senza la pretesa di riprodurne esattamente la forma o gli aspetti più connotati religiosamente, bensì cercando di coglierne il cuore, il senso essenziale, per trasporlo in un contesto adatto alla contemporaneità conservandone la scintilla vitale.

Lo studio dello Yoga nelle tradizioni indiane

Per comprendere la filosofia (o meglio le filosofie) entro cui è nato lo yoga, non si può prescindere dalla cultura indiana tradizionale, che è una costellazione stratificata di dottrine filosofiche, scuole, religioni, spesso in concorrenza se non in aperto contrasto, ma che cercano tutte di dare una risposta ai temi fondamentali della vita umana: la questione del sé e della coscienza, il rapporto tra l’individuo e l’universo, le conseguenze delle azioni, le cause della sofferenza e la possibilità di superarla, l’intuizione dell’unità fondamentale del reale ma al tempo stesso l’esperienza della molteplicità. In questo percorso toccheremo tutte le culture più rilevanti, cercando di offrire uno sguardo il più possibile ampio, dalle origini preistoriche alla cultura Vedica e vedantica, dal buddhismo alla grande epica indiana, dallo yoga classico degli Yoga Sutra allo yoga tantrico, fino allo Haṭha Yoga medievale e al periodo precoloniale in cui probabilmente possiamo incontrare una delle matrici dello yoga come oggi lo conosciamo.
Particolare attenzione verrà data alla corrente dello Sivaismo tantrico del Kashmir medievale, perché particolarmente adatto a una trasposizione contemporanea che eviti sia le derive commerciali ed edonistiche tristemente note, sia le austerità di alcune visioni tradizionali inapplicabili nel contesto occidentale odierno. Questa visione filosofica, inoltre, offre numerosi spunti di comparazione, pur con le dovute differenze culturali, sia con la tradizione taoista sia con quella del buddhismo tibetano, con le quali stabiliremo un costante raffronto.

Asana, pranayama mudra bandha: la conoscenza delle tecniche e di ciò che attiva le tecniche

Quali sono le tecniche dello Yoga a nostra disposizione? Che cosa le rende attive? Solo possedendo entrambe queste competenze possiamo acquisire autonomia nella pratica – e quindi nell’insegnamento – e comprendere che, per cogliere l’essenza di una posizione o di una pratica di respirazione, a volte bisogna tradirne in certa misura la forma.
Perciò approfondiremo lo studio delle posture; delle dinamiche del respiro e delle tecniche di Pranayama; delle mudra (con un approfondimento sulle hasta mudra) e dei bandha (applicati agli asana, come supporto nel pranayama e come pratiche a sé stanti), che saranno affrontati sia in relazione all’anatomo-fisiologia, sia in relazione alla fisiologia energetica secondo la codificazione della tradizione indiana, comparata con i paradigmi della tradizione Taoista e della Medicina Tradizionele Cinese; ma soprattutto, oltre allo studio delle mappe, dedicheremo ancora più spazio all’esplorazione di questi temi direttamente sul territorio esperienziale, dove occorre spesso imparare a mettere da parte ciò che è noto per accogliere il vero oggetto di interesse della pratica yogica, ovvero: come stabilire un rapporto con il non-conosciuto, invece di fuggirlo.
Le coordinate attraverso cui ci muoveremo, e che costituiscono il cuore della pratica secondo la nostra visione e il vero ‘tesoro’ da trasmettere durante l’insegnamento, sono una costante attenzione al rilassamento (uno dei sette fattori di illuminazione secondo il Buddhismo, ingrediente fondamentale in asana secondo Patanjali per accedere alla contemplazione), al radicamento (ovvero a stabilire le fondamenta in ciò che ci può fornire un supporto stabile), alla sensazione corporea propriocettiva ed enterocettiva, e alla respirazione intesa come pulsazione profonda prima ancora che come controllo.

Il metodo didattico

È esperienza abbastanza comune per gli insegnanti di yoga, dopo aver a lungo studiato e praticato, trovarsi di fronte a innumerevoli casi in cui tutto quello che hanno appreso non sembra applicabile, non solo per la presenza di patologie, ma anche perché, mentre il pubblico dello yoga si allarga sempre di più, appare evidente come lo yoga ‘da manuale’ sia stato modellato su uno stereotipo particolare di corpo e di abilità fisica, e che non sempre, o forse quasi mai, l’abito – ovvero il corpo – corrisponde al monaco, cioè all’attitudine fondamentale di un buon praticante di yoga: il desiderio, o se vogliamo la volontà, di andare al cuore della pratica. Chi sarà abile nelle pratiche psicofisiche spesso si ferma alla superficie.
Pertanto, in questo corso per insegnanti, lo studio delle tecniche e l’investigazione di ciò che le rende attive non possono essere separati dallo sviluppo di una capacità di osservazione e di ascolto delle varie configurazioni psico-corporee.
Ma attenzione: riteniamo che l’insegnante di yoga debba guardarsi da tre tentazioni che derivano dalla mancata comprensione del proprio ruolo, ovvero dovrebbe evitare il più possibile di interpretare, diagnosticare e curare. Riguardo alla prima tentazione, faremo volentieri a meno di affascinanti quanto vincolanti e spesso fantasiose classificazioni che distolgono da un ascolto reale e diretto; quanto alla diagnosi, la lasceremo volentieri al medico; quanto al curare (che spesso si traduce nell’intenzione di correggere anche ciò che non ha bisogno di esserlo), osserveremo come sia di importanza capitale conoscere lo scoglio – e per questo ampio spazio sarà dedicato allo yoga in presenza di patologie, uno dei nostri campi di elezione – ma il punto focale della pratica yogica non può distrarsi dalla corrente che continua a scorrere nonostante tutto.
Riteniamo infatti che nello yoga l’interesse debba orientarsi verso le risorse che nell’essere umano funzionano, piuttosto che verso quelle che non funzionano; e, generalmente, finché siamo vivi, le prime sopravanzano le seconde molto più di quanto non penseremmo, nonostante la sofferenza possa farci credere il contrario. Ed è proprio attingendo a queste risorse – come avrebbe detto Krishnamacharya, muovendo il corpo, respirando, esercitando l’attenzione consapevole – che lo yoga sprigiona anche il suo potenziale terapeutico.
A questi temi, che riguardano la plasticità dell’insegnamento ma anche la relazione con gli allievi e l’identità dell’insegnante (cosa soprattutto non è, e quanto non debba prendersi troppo sul serio per alcuni versi), si collega a quello della cooperazione, ovvero: una lezione di yoga si fa insieme, non si tratta di una trasmissione a senso unico. L’insegnante è parte attiva nel dirigere l’orchestra, nell’armonizzazione comune, per creare quello stato di attenzione consapevole attraverso cui ogni partecipante, ognuno con le proprie caratteristiche, trovi il proprio posto. Insegnante compreso, che pratica – sia correggendo, sia spiegando o eseguendo – assieme ai suoi allievi. Allievi che – spesso proprio nell’imprevedibilità delle loro risposte, come imprevedibile è la vita – costituiscono una fonte inesauribile di apprendimento e di insegnamento. Insegnare yoga, quindi, non si può basare sulla cristallizzazione delle nozioni acquisite, ma nella capacità di lasciare aperte le risposte alle domande che a ogni lezione si presenteranno con sfumature sempre nuove.

La meditazione

Oggi si parla di yoga e meditazione come di ambiti distinti: da un lato la pratica psicofisica, dall’altro quella contemplativa. Almeno nel linguaggio popolare e a livello commerciale, è un dato di fatto: anche se teoricamente la prima è una preparazione alla seconda, non è sempre ben chiaro come, e la transizione è spesso problematica. La ragione, crediamo, è nella dicotomia stessa tra fare e essere, che pur dimostrandosi utile in fase propedeutica, dev’essere a un certo punto superata, pena la frammentarietà della pratica e una grande mancanza di chiarezza, che produrrà lezioni di yoga piene di cose ‘da fare’ e momenti dedicati alla meditazione vissuti come tristi obblighi aspettando che la lezione ‘vera’ inizi o pensando a cosa si farà una volta che sarà finita: chi ha subito da praticante questo schema, tenderà a riproporlo da insegnante.
Eppure, come tutte le transizioni da uno stato all’altro, la soglia tra l’attività esteriore e l’interiorizzazione costituisce un campo eletto di indagine yogica, proprio là dove le due fasi possono sovrapporsi e acquisire l’una le qualità dell’altra. Per questo, oltre a dedicare numerose ore di formazione alla meditazione tout court – perché di insegnanti di yoga che non sanno rimanere seduti per più di qualche minuto ce ne sono già troppi – dedicheremo altrettanto tempo per comprendere il senso ultimo di ogni pratica, ovvero come, agendo non agendo, possa diventare accompagnamento verso il silenzio o, meglio ancora ri-scoperta e riconoscimento del silenzio che già abitiamo. Non solo dunque posture, non solo sequenze o tecniche di respirazione, ma anche: come abbandonare la tecnica che ci ha aiutati a condensare e proteggere l’attenzione, come lasciare quest’ultima libera in pieno campo perché ritorni alla sua stessa fonte.

Anatomia, fisiologia, biomeccanica funzionali allo yoga

Data la rilevanza nello yoga moderno della componente posturale, è indispensabile per ogni insegnante la conoscenza del corpo umano sotto l’aspetto anatomico, fisiologico, neurofisiologico e biomeccanico. Per questo, come è sempre stata nostra tradizione, dedicheremo ampio spazio non solo al corpo e alla comprensione della sua complessità, della sua intelligenza e potenzialità, ma anche dei limiti fisiologici e di come la consapevolezza di questi ultimi sia indispensabile non solo per evitare infortuni, ma anche per comprendere la connessione mente-corpo che lo Yoga permette di esplorare e, se vogliamo, di trascendere.
Lo faremo soprattutto attraverso lo stato dell’arte delle conoscenze scientifiche, esaminando le più comuni patologie di cui la popolazione soffre e che ci capiterà di incontrare nell’esperienza dell’insegnamento, che ci offriranno lo spunto per approfondire aspetti pratici, psicologici e addirittura filosofici.

L’esperienza estetica: la danza, il suono e la voce, il gesto

Negli ultimi anni, accanto allo yoga atletico e suo malgrado performativo, si è fatta strada una espressione differente, dove la marzialità e i rigidi allineamenti cedono il passo a modulazioni più sfumate.
“Il Sé è un danzatore” recitano gli Siva Sutra, testo-radice dello Sivaismo del Kashmir, “I sensi sono gli spettatori”, aggiungono poco più avanti, aprendo a una dimensione dove esperienza estetica e contemplativa ritrovano la loro originaria unità. E questo non sarà solo il tema dei preziosissimi contributi di Gioia Lussana e Antonella Usai, ma uno dei fili conduttori di tutto il corso.
Accanto a questo filone, ci saranno due approfondimenti che forniranno altrettanti importanti competenze sia per la pratica yogica che per il suo insegnamento.
Il primo è sulle hasta mudra, ovvero sulla gestualità delle mani, pratica che ha una profonda risonanza a livello psicofisico e che verrà approfondita non solo attraverso la lente della pratica yogica, ma anche attraverso il bagaglio culturale della danza tradizionale indiana.
Il secondo è sulla voce, sia come canto e celebrazione, sia come strumento espressivo e comunicativo (di cui andremo a approfondire anche le implicazioni nell’insegnamento) sia come veicolo per l’accordatura e l’orchestrazione delle energie sottili.

Aspetti normativi e fiscali

Insegnare yoga significa anche far fronte agli aspetti pratici legati ai rapporti di lavoro o di volontariato, in proprio o come collaboratori di associazioni, nonché alla sicurezza dei propri allievi. Su questi argomenti c’è troppo spesso approssimazione se non addirittura disinformazione che possono costare care anche quando armati delle migliori intenzioni: proprio per questo, abbiamo ritenuto indispensabile dedicare una parte della formazione alle possibilità che oggi la normativa italiana offre, evitando inutili complicazioni.

Yoga e terapia: il confronto tra i paradigmi

L’insegnante di yoga non è investito della responsabilità del terapeuta, ma ci sentiremmo di aggiungere di più: chi soffre di patologie, oggi, e si rivolge allo yoga, non lo fa quasi mai perché alla ricerca di una cura alternativa. Lo fa in primo luogo come attività complementare e perché spesso la patologia risveglia il bisogno di prendersi cura di sé, di andare alla ricerca di ciò che è davvero essenziale. Pertanto, conoscere le patologie è utile all’insegnante nel suo ruolo di accompagnamento e di ascolto.
L’area tematica terapeutica sarà inoltre arricchita grazie al confronto tra i paradigmi della scienza medica contemporanea (medicina fisica e riabilitativa, endocrinologia, neuroscienze ecc.) con quelli delle medicine di tre grandi tradizioni: quello dell’Ayurveda, ovviamente, ma anche quello della Medicina Tradizionale Cinese (accostamento oggi molto in voga, di cui approfondiremo alcuni aspetti meno noti) e di quella Tibetana.

Lo yoga in gravidanza e nel post-parto

La gravidanza e il post parto, in quanto periodi molto speciali e di passaggio nella vita di una donna, si sono rivelati in questi anni terreni di elezione per l’applicazione dello yoga. La pratica nella gravidanza e nel post parto sarà per questo protagonista di un approfondimento molto dettagliato nel corso del secondo anno di corso.

Piano didattico

Le ore di lezione si riferiscono alla somma delle due annualità.

Testi tradizionali, Filosofia, storia e cultura dell’India e dintorni40
Anatomia, fisiologia, biomeccanica applicati allo yoga45
Asana Pranayama Mudra Bandha: definizione, studio e pratica delle tecniche yogiche, con approfondimenti e comparazioni con altre discipline (danza tradizionale indiana, Qi Gong, canto armonico)60
Principi terapeutici (la pratica in presenza delle più comuni patologie, comparazioni con Medicina Tradizionale Cinese, Ayurveda, Medicina Tibetana)30
Approcci alla meditazione30
Didattica e conduzione della lezione: come strutturarla, come adattare e rendere accessibile la pratica alle differenti condizioni, orientare la pratica psicofisica al predisporre corpo-mente-cuore alle fasi più interiori e meditative.40
Aspetti normativi e fiscali relativi all’insegnamento dello yoga. 5
Totale ore:250
Torna su ⬆

Un momento della didattica, durante la prima edizione di Yogasana

Struttura e calendario


Il corso è in due annualità, ognuna delle quali si articola come segue:

  • 9 seminari mensili in presenza nei fine settimana tra autunno 2024 ed estate 2025 (prima annualità) e tra autunno 2025 ed estate 2026 (seconda annualità);
  • 3 corsi di approfondimento in presenza e online (anche in differita) che si terranno il giovedì sera tra l’autunno del 2024 e la primavera del 2025;
  • L’attestazione di un percorso personale unico, nello studio, nella pratica e nell’insegnamento, con almeno 100 ore di pratica certificata per annualità (oltre alle ore di lezione frontale) e che sfocerà nella redazione di una relazione finale.

Seminari nel fine settimana – prima annualità (2024-2025)

Ogni seminario si terrà il sabato, dalle 14.00 alle 18.00, e la domenica dalle 9.00 alle 18.00, per un totale di 96 ore frontali per annualità. Le date potranno subire dei cambiamenti in corso d’opera.

11-12 ottobre 2024
8-9 novembre 2024
10-11 gennaio 2025
7-8 febbraio 2025
7-8 marzo 2025
11-12 aprile 2025
9-10 maggio 2025
13-14 giugno 2025

Seminari di approfondimento, prima annualità (2024-25)

Yogasana 9
Settembre-novembre 2024 7 incontri tematici in presenza e online. Giovedì 19.10-21.00 (date da comunicare)
Yogasana 10
Febbraio-aprile 2025. 7 incontri tematici in presenza e online. Giovedì 19.10-21.00 (date da comunicare)
Seminario monotematico
maggio-giugno 2025. 4 incontri in presenza e online. Giovedì 19.10-20.30 (date da comunicare)
Torna su ⬆

I docenti


Ecco il corpo docenti del corso, che potrà subire ampliamenti in corso d’opera.

Marco Invernizzi

Medico e Professore Ordinario presso la cattedra di Medicina Fisica e Riabilitativa dell’Università del Piemonte Orientale.
Agopuntore ed esperto in Medicina Tradizionale Cinese, insegnate di Tai Chi e Qi Qong presso Zènon.
Tratterà di anatomia, fisiologia, biomeccanica, pratica in presenza di patologie, aspetti riabilitativi, nonché del confronto con le pratiche Taoiste e la Medicina Tradizionale Cinese.

    Francesco Vignotto

    Insegnante di yoga e meditazione presso Zénon. Tratterà gli aspetti principalmente pratici e didattici di asana, pranayama e meditazione, nonché del rapporto tra gli aspetti filosofici e attitudinari e la pratica.

      Antonella Usai


      Danzatrice professionista di fama internazionale, diplomata in Bharatanatyam (è la prima danzatrice occidentale ad essere ingaggiata dalla Compagnia di Mrinalini e Mallika Sarabhai), laureata in Storia del Teatro, insegnante di Yoga. Tratterà dei collegamenti tra Yoga e danza classica indiana, con approfondimenti sul canto carnatico e sulle hasta mudra.

        Gioia Lussana

        Docente yoga (Y.A.N.I.) e formatrice di insegnanti yoga. Laureata cum laude in Indologia con R.Gnoli e R.Torella. Co-fondatrice dell’A.ME.CO con Corrado Pensa, per oltre 20 anni ha approfondito la meditazione vipassanà con maestri del buddhismo contemporaneo. Ha pubblicato saggi sullo yoga in riviste scientifiche (RSO) e divulgative. Ha conseguito il PhD presso l’Università Sapienza di Roma con una ricerca sullo yoga tantrico delle origini.

          Erika Pizzo

          Insegnante di yoga in gravidanza e post parto, allenamento funzionale presso Zénon.

            Giorgio Invernizzi

            Medico e specialista in Chirurgia Generale e Chirurgia Vascolare. Da oltre 40 anni si occupa di medicine complementari. In particolare è da oltre 20 anni medico tibetano ed esperto conoscitore delle tecniche di guarigione della Tradizione Tantrica Tibetana. È stato il primo presidente del new Yutok Institute, istituto per la diffusione e la pratica della medicina tibetana in Italia ed allievo del Dr. Pasang Yonten Arya, ex rettore della Scuola di Medicina Tibetana dell’Università di Dharamsala (India). Agopuntore ed esperto in Medicina Tradizionale Cinese da oltre dieci è docente della scuola di Agopuntura, Medicina Tradizionale Cinese, Tai Chi e Qi Qong ALMA di Milano, scuola legata alla F.I.S.A., Federazione Italiana delle Società di Agopuntura che coordina la maggioranza delle Associazioni, delle Scuole e dei Medici Agopuntori italiani.

              Torna su ⬆

              Esami e diplomi


              Al termine del primo anno avrà luogo un esame di metà percorso in seguito al quale verranno riconosciute le ore di formazione.

              Al termine del secondo anno e in seguito al superamento dell’esame finale verrà rilasciato il diploma Zénon di 270 ore di formazione e il diploma nazionale Csen/Coni con tesserino tecnico e iscrizione nell’albo nazionale.

              Costi


              Il costo della singola annualità, con pagamento in un’unica soluzione, è di 1300€. Il costo di entrambe le annualità in un’unica soluzione è di 2000€.

              Puoi scegliere di pagare la prima annualità oppure entrambe le annualità con formule di pagamento dilazionato.

              A ogni costo va aggiunta, se non è già stata pagata, la quota associativa di 30€/anno.

              Prima annualità

              L’annualità comprende i 9 week end e i 3 corsi di formazione del primo anno.
              Paghi in una sola rata o in più rate


              in un’unica soluzione
              €1300
              In due rate semestrali
              €800 + €600
              In tre rate quadrimestrali
              €700 + €500 + €300

              Entrambe le annualità

              La doppia annualità comprende i 9 week end e i 3 corsi di formazione di entrambi gli anni del corso di formazione.


              In un’unica soluzione
              €2000
              In due rate semestrali
              €1500 + €600
              Torna su ⬆

              Invia la tua domanda di iscrizione


              Per i motivi esposti in apertura, non accettiamo qualsiasi richiesta di iscrizione. Mentre l'”industria” dello yoga è ormai votata alla produzione in serie di diplomi senza porsi domande sulla qualità e sulla sostenibilità, noi crediamo ancora nell’importanza di conoscersi personalmente e nell’accordatura reciproca che, proprio nelle differenze, permette un arricchimento in termini qualitativi.

              Pertanto, questo corso è a numero chiuso e sarà possibile iscriversi solo dopo un colloquio conoscitivo.

              Se ritieni che questo corso possa fare per te e se trovi una sintonia con quanto esposto nel programma, puoi inviarci la tua candidatura, tenendo presente queste poche condizioni:

              • Il corso prevede che tu abbia una esperienza di pratica almeno di due anni, per due motivi che non è banale ricordare: il primo è che prima di insegnare qualcosa bisogna averlo praticato; il secondo è che nel corso si daranno per scontate alcune informazioni e alcune esperienze di pratica.
              • Al tempo stesso, ti chiediamo la disponibilità a mettere in gioco le tue esperienze e le tue conoscenze; non perché te ne vogliamo proporre di migliori, ma perché riteniamo che il migliore insegnamento che ci dona lo yoga sia la capacità di mettere in discussione il conosciuto, che è anche il miglior metodo per risalire a ciò che è davvero essenziale.
              • Non inviarci la tua candidatura semplicemente perché ritieni di fare bene delle posizioni simili agli asana dello yoga; praticare yoga è una attività complessa in cui la performance fisica è di relativa importanza e può anzi essere un freno per l’esplorazione degli aspetti più centrali.
              • D’altro canto, non sentirti inadatta/o se hai delle limitazioni fisiche, perché potrebbero essere uno strumento molto prezioso per conoscerti ed entrare in sintonia con le persone che incontrerai dentro e fuori l’ambito dell’insegnamento.

              Invia la domanda o richiedi informazioni

              Per inviare la tua richiesta o richiederci informazioni, puoi chiamarci al 3492462987 o scriverci su Whatsapp

              Chat su WhatsApp

              …oppure puoi scriverci col modulo qui sotto. Ti risponderemo al più presto.

              Torna indietro

              Il tuo messaggio è stato inviato

              Attenzione
              Attenzione
              Attenzione
              Attenzione
              Attenzione.

              Torna su ⬆

              Leggi

              Archiviato in:Senza categoria Contrassegnato con: hathayoga, meditazione Novara, tantra, yoga Novara

              Yogasana 8: lo Yoga del Cuore

              1 Dicembre 2023 by Zénon

              La connessione mente-cuore-corpo tra Yoga, neurofisiologia, anatomia e Medicina Tradizionale Cinese. Seminario di formazione per insegnanti e praticanti. Febbraio-aprile 2024.


              Perché nello Yoga dovremmo sostituire la parola ‘mente’ con il termine ‘mente-cuore‘? Quali sono le relazioni tra il cuore, la respirazione e la muscolatura profonda, così sensibili alle dimensioni emotiva e intuitiva? Qual è il rapporto tra la circolazione sanguigna e l’esperienza dell’energia vitale nelle pratiche psicocorporee? Esiste davvero una relazione tra espansione dell’area toracica ed ‘espansione del cuore‘ interiore? Quali sono gli aspetti energetici e fisiopatologici legati al cuore e all’elemento fuoco nella Medicina Tradizionale Cinese? Perché la simbologia tantrica legata al cuore, inteso come sede dell’essere e dell’essenza, è così importante per una comprensione che non sia unicamente un sapere intellettuale? E perché la qualità dell’ardore è così intimamente legata alla pratica dello Yoga delle origini?

              Nell’ottava edizione di Yogasana andiamo alla ricerca del centro della pratica dello Yoga, ossia al suo cuore. E proprio al cuore in tutte le sue accezioni è dedicata questa edizione: dal cuore fisico, centro di distribuzione e organo di pari importanza rispetto al cervello, al cuore come essenza e centro delle cose che tutto mette immediatamente in relazione e reciproca risonanza.

              Lo faremo, come sempre, tessendo paralleli tra lo Yoga posturale moderno, lo Yoga tantrico delle origini, l’anatomo-fisiologia e la neurofisiologia, assieme ai consueti collegamenti con la Medicina Tradizionale Cinese e la tradizione Taoista.

              Saranno con noi in questo percorso Gioia Lussana, PhD esperta nello Yoga tantrico delle origini, il prof. Marco Invernizzi e Francesco Vignotto.


              Iscriviti

              oppure leggi i contenuti



              Contenuti

              • Il programma
                • I docenti
                • Contributo di partecipazione e attestato di frequenza (CSEN)
                • Iscriviti
                  • 1. Dati per il pagamento
                    • 2. Scarica e compila il modulo di iscrizione
                  • Desideri maggiori informazioni?

                  in presenza e online

                  Il corso potrà essere seguito anche in differita tramite le registrazioni, che saranno disponibili il giorno dopo ogni seminario

                  Il programma

                  Tutti i seminari dureranno circa due ore e conterranno una parte teorica e una parte pratica. Potranno essere seguiti in queste tre modalità:

                  • in presenza presso la nostra sede a Novara in via XXIII marzo al numero 17
                  • online in diretta tramite la piattaforma Zoom
                  • online in differita, tramite le registrazioni che saranno disponibili per la visione in streaming a partire dal giorno seguente

                  Le registrazioni, assieme alle slide di ogni seminario, saranno a disposizione di tutti gli iscritti, anche di chi sceglierà di seguire in presenza.


                  MODULO 1: Comprendere la differenza tra consapevolezza e controllo

                  In presenza e online, giovedì 1 febbraio ore 19.10-21.00
                  Con Francesco Vignotto

                  Essere consapevoli, ad esempio del proprio corpo, non è esattamente controllarlo. Possiamo infatti estendere la consapevolezza a molte più cose di quante ne possiamo – e dobbiamo – tenere sotto controllo. Eppure, proprio perché nello Yoga abbiamo a disposizione molte tecniche, è facile credere che servano proprio a dominare il proprio corpo e la propria mente. Di più: è un abito mentale, è l’essenza stessa della mente discorsiva e razionale, che tende a meccanizzare anche le esperienze più spontanee nel tentativo di renderle riproducibili, di eliminare l’imprevisto. E qui facciamo il nostro primo incontro con il cuore, ovvero la capacità di controbilanciare questa tendenza, di ripristinare la gerarchia, di rimettere sul gradino più alto l’ascolto, di procrastinare l’intervento, di inoltrarsi in quel territorio inesplorato dove fare e non fare divengono inaspettatamente sinonimi.

                  MODULO 2: L’espansione del cuore: il torace e il cuore tra anatomia, biomeccanica e fisiologia yogica

                  Online e in presenza, giovedì 8 febbraio ore 19.10-21.00
                  Con Marco Invernizzi e Francesco Vignotto

                  Spesso, nello Yoga contemporaneo, si parla di ‘apertura del cuore’ in riferimento a quelle posizioni che espandono frontalmente il torace, alludendo a un collegamento diretto tra l’espansione fisica e quella della dimensione interiore. In questo seminario approfondiremo sia l’aspetto anatomo-fisiologico dell’area toracica e cardiaca, sia gli aspetti energetici legati alla fisiologia yogica. E se scopriremo che probabilmente certi popolari collegamenti tra anatomia ed espansione del cuore sono un po’ semplicistici, vedremo anche che sono molti gli aspetti interessanti e le possibili esplorazioni tra postura, respirazione e supporti fisici per la meditazione.

                  MODULO 3: La simbologia del cuore nello Śivaismo del Kashmir

                  Online e in presenza, giovedì 22 febbraio 19.10-21.00
                  Con Gioia Lussana

                  Poche tradizioni come lo Śivaismo del Kashmir medievale, ossia l’espressione più raffinata di ciò che chiamiamo tantrismo, hanno celebrato la centralità del cuore nei suoi molteplici significati e accezioni. Gioia Lussana ci condurrà in una serata di filosofia e pratica attraverso una dimensione che le è particolarmente congeniale.

                  MODULO 4: Circolazione sanguigna, movimento, stasi e respirazione: la distribuzione dell’energia tra fisiologia e dinamiche praniche

                  Online e in presenza, giovedì 7 marzo 19.10-21.00
                  Con Marco Invernizzi e Francesco Vignotto

                  Che cos’è quella sensazione fluente e vivificante che percepiamo quando respiriamo nello yoga, muovendoci o semplicemente restando in una posizione? Molte di queste sensazioni e persino molte modalità di percepirsi sono dovute a complesse interazioni, non ultima quella tra respirazione, postura e circolazione sanguigna, sia per effetto diretto sul cuore, sia per effetto indiretto dovuto soprattutto agli arti. In questo seminario andremo a esaminare alcune delle dinamiche più significative in relazione alla pratica dello Yoga. Potremmo concludere che il concetto di prana ci permette di chiamare per nome questa complessità?

                  MODULO 5: L’ardore nello Yoga tantrico delle origini

                  Online e in presenza, giovedì 21 marzo 19.10-21.00
                  Con Gioia Lussana

                  Il fuoco e l’ardore accompagnano lo Yoga fin dalle sue origini. Basti pensare al termine-chiave tapas, letteralmente ‘ardore’, legato inizialmente alle pratiche di austerità e al calore interiore accumulato dagli antichi asceti, termine che con Patanjali diviene sinonimo di disciplina. Come sempre, la lettura tantrica restituirà all’ardore delle origini quella dimensione passionale che rischia spesso di venire fraintesa o sacrificata, per una integrazione del reale senza esclusione alcuna.

                  MODULO 6: Il cuore e l’elemento fuoco nella Medicina Tradizionale Cinese: aspetti fisiopatologici ed energetici

                  Online e in presenza, giovedì 4 aprile 19.10-21.00
                  Con Marco Invernizzi e Francesco Vignotto

                  Il cuore, nella Medicina Tradizionale Cinese, è sede dello spirito, della mente, della consapevolezza. La sua emozione è la gioia, il suo elemento è il fuoco, ma non il fuoco terreno, bensì la sua controparte celeste, ossia il Fuoco Imperatore. Ma quali sono le manifestazioni di uno squilibrio dell’elemento fuoco legato al cuore e come si manifestano? Durante questo seminario analizzeremo nel dettaglio gli aspetti fisiopatologici legati a questo elemento e, naturalmente, alcune tecniche di riequilibrio energetico dalla tradizione Taoista.

                  MODULO 7: Far fronte all’ansia, ovvero il lato oscuro (ed emotivo) del pensiero: una proposta estetica

                  Online e in presenza, giovedì 18 aprile 19.10-21.00
                  Con Marco Invernizzi e Francesco Vignotto

                  L’ansia può danneggiare il cuore? Ci sono sufficienti prove che, sì, l’eccessivo stress può danneggiare l’apparato cardiocircolatorio. E già da questo possiamo trarre alcune conclusioni sull’utilità di praticare yoga, sia nelle sue forme psico-corporee, sia in quelle più squisitamente contemplative. Ma in questo seminario vogliamo affrontare il discorso anche sotto l’aspetto della comprensione: da dove viene questa emozione che, come sempre, può essere considerata negativa solo quando produce uno squilibrio? E quali strumenti ci offre lo Yoga per affrontarla in modo non superficiale, ossia non per tenerla semplicemente lontana, ma per digerirla e integrarla in noi?


                  Iscriviti

                  oppure guarda i docenti



                  Un momento della didattica, durante la prima edizione di Yogasana


                  I docenti

                  Marco Invernizzi

                  Medico e Professore associato presso la cattedra di medicina fisica e riabilitativa dell’Università del Piemonte Orientale.
                  Agopuntore ed esperto in Medicina Tradizionale Cinese, insegnate di Tai Chi e Qi Qong presso Zènon.

                    Francesco Vignotto

                    Insegnante di yoga e meditazione presso Zénon.

                      Gioia Lussana

                      Docente yoga (Y.A.N.I.) e formatrice di insegnanti yoga. Laureata cum laude in Indologia con R.Gnoli e R.Torella. Co-fondatrice dell’A.ME.CO con Corrado Pensa, per oltre 20 anni ha approfondito la meditazione vipassanà con maestri del buddhismo contemporaneo. Ha pubblicato saggi sullo yoga in riviste scientifiche (RSO) e divulgative. Ha conseguito il PhD presso l’Università Sapienza di Roma con una ricerca sullo yoga tantrico delle origini.

                        Contributo di partecipazione e attestato di frequenza (CSEN)

                        Il contributo di partecipazione del corso (comprensivo dei 7 seminari) è di 300€. Non è possibile iscriversi a singoli seminari, in quanto il corso è da intendersi come un blocco unitario.

                        Al termine del percorso verrà rilasciato un attestato di frequenza CSEN. Chi segue online, in diretta o differita, può ottenere l’attestato presentando una breve relazione scritta (1500 caratteri).

                        Iscriviti

                        Vuoi iscriverti? Servono solo due passaggi: 1) paghi la quota e 2) compili e invii la domanda di iscrizione.


                        1. Dati per il pagamento

                        Costo: 300,00€

                        Ecco le coordinate bancarie su cui versare la quota di iscrizione:

                        IT32R0503410196000000000905
                        Importo: 300,00 intestato a: Zenon ASD 
                        Causale: Iscrizione corso e quota tesseramento [specificare il nome se il conto non è intestato all’iscritto/a]

                        2. Scarica e compila il modulo di iscrizione

                        Scarica la domanda di iscrizione e inviala compilata all’indirizzo info@zenon.it oppure inviacela via whatsapp cliccando sull’icona in basso a sinistra.

                        Modulo iscrizioneDownload

                        Desideri maggiori informazioni?

                        Puoi chiamarci al 3492462987 o scriverci su Whatsapp

                        Chat su WhatsApp


                        …oppure puoi scriverci col modulo qui sotto. Ti risponderemo al più presto.

                        Torna indietro

                        Il tuo messaggio è stato inviato

                        Attenzione
                        Attenzione
                        Attenzione
                        Attenzione
                        Attenzione.


                        Leggi

                        Archiviato in:eventi conclusi Contrassegnato con: asana, meditazione Novara, yoga Novara

                        Yogasana 8: Mindfulness/Heartfulness

                        28 Novembre 2023 by Zénon

                        Esplorare le connessioni mente-cuore-corpo, tra Yoga posturale moderno, Yoga tantrico delle origini, neurofisiologia e anatomia, Medicina Tradizionale Cinese e pratiche Taoiste.


                        Perché nella relazione mente-corpo è indispensabile comprendere la differenza tra consapevolezza e controllo, che spesso confondiamo? Perché nelle pratiche psicocorporee e meditative dovremmo sostituire la parola ‘mente’ con il termine ‘mente-cuore‘? Quali sono le relazioni tra il cuore, la respirazione e la muscolatura profonda, così sensibili alle dimensioni emotiva e intuitiva? Qual è il rapporto tra la circolazione sanguigna e l’esperienza dell’energia vitale nelle pratiche psicocorporee? Esiste davvero una relazione, come popolarmente si dà per scontato nello Yoga moderno, tra espansione dell’area toracica ed ‘espansione del cuore‘ interiore? Quali sono gli aspetti energetici e fisiopatologici legati al cuore e all’elemento fuoco nella Medicina Tradizionale Cinese? Perché la simbologia tantrica legata al cuore, inteso come sede dell’essere e dell’essenza, è così importante per una comprensione che non sia unicamente un sapere intellettuale? E perché la qualità dell’ardore è così intimamente legata alla pratica dello Yoga delle origini?

                        Nell’ottava edizione di Yogasana andiamo alla ricerca del centro della pratica dello Yoga, ossia al suo cuore. Ed è proprio al cuore in tutte le sue accezioni e implicazioni che è dedicata questa edizione, dal cuore fisico, centro di distribuzione e organo di pari importanza rispetto al cervello, al cuore come essenza e centro delle cose che tutto mette immediatamente in relazione e reciproca risonanza.

                        Lo faremo, come sempre, tessendo paralleli tra lo Yoga posturale moderno, lo Yoga tantrico delle origini, l’anatomo-fisiologia e la neurofisiologia, assieme ai consueti collegamenti con la Medicina Tradizionale Cinese e la tradizione Taoista.

                        Saranno con noi in questo percorso Gioia Lussana, PhD esperta nello Yoga tantrico delle origini, il prof. Marco Invernizzi e Francesco Vignotto.


                        Contenuti

                        • Il programma
                          • I docenti
                          • Contributo di partecipazione e attestato di frequenza (CSEN)
                          • Iscriviti
                          • Desideri maggiori informazioni?

                          in presenza e online

                          Il corso potrà essere seguito anche in differita tramite le registrazioni, che saranno disponibili il giorno dopo ogni seminario

                          Il programma

                          Tutti i seminari dureranno circa due ore e conterranno una parte teorica e una parte pratica. Potranno essere seguiti in queste tre modalità:

                          • in presenza presso la nostra sede a Novara in via XXIII marzo al numero 17
                          • online in diretta tramite la piattaforma Zoom
                          • online in differita, tramite le registrazioni che saranno disponibili per la visione in streaming a partire dal giorno seguente

                          Le registrazioni, assieme alle slide di ogni seminario, saranno a disposizione di tutti gli iscritti, anche di chi sceglierà di seguire in presenza.


                          MODULO 1: Comprendere la differenza tra consapevolezza e controllo

                          In presenza e online, giovedì 1 febbraio ore 19.10-21.00
                          Con Francesco Vignotto

                          Perché mind- e heart-fulness? Ancora questa rozza contrapposizione tra cuore e mente, ormai considerata superata in quasi tutti gli ambiti del sapere? Anche un’idea errata e non allineata alla realtà sortisce un effetto. Nell’ambito della pratica yogica, ciò si traduce in un dilemma che dura forse dalle origini: quello tra ciò che possiamo programmare e prevedere, e ciò che invece si ribella a ogni forma di controllo, e che tuttavia si cerca di dominare. Dove si colloca il cuore in tutto questo? Esattamente nel centro, o meglio in quello spazio, in quell’intercapedine che permette di trovare la sintesi. Ma per trovarla veramente, occorre comprendere bene la differenza tutt’altro che scontata tra consapevolezza e controllo. Pensiamo di conoscerla davvero?

                          MODULO 2: L’espansione del cuore: il torace e il cuore tra anatomia, biomeccanica e fisiologia yogica

                          Online e in presenza, giovedì 8 febbraio ore 19.10-21.00
                          Con Marco Invernizzi e Francesco Vignotto

                          Spesso, nello Yoga contemporaneo, si parla di ‘apertura del cuore’ in riferimento a quelle posizioni che espandono frontalmente il torace, alludendo a un collegamento diretto tra l’espansione fisica e quella della dimensione interiore. In questo seminario approfondiremo sia l’aspetto anatomo-fisiologico dell’area toracica e cardiaca, sia gli aspetti energetici legati alla fisiologia yogica. E se scopriremo che probabilmente certi popolari collegamenti tra anatomia ed espansione del cuore sono un po’ semplicistici, vedremo anche che sono molti gli aspetti interessanti e le possibili esplorazioni tra postura, respirazione e supporti fisici per la meditazione.

                          MODULO 3: La simbologia del cuore nello Śivaismo del Kashmir

                          Online e in presenza, giovedì 22 febbraio 19.10-21.00
                          Con Gioia Lussana

                          Poche tradizioni come lo Śivaismo del Kashmir medievale, ossia l’espressione più raffinata di ciò che chiamiamo tantrismo, hanno celebrato la centralità del cuore nei suoi molteplici significati e accezioni. Gioia Lussana ci condurrà in una serata di filosofia e pratica attraverso una dimensione che le è particolarmente congeniale.

                          MODULO 4: Circolazione sanguigna, movimento, stasi e respirazione: la distribuzione dell’energia tra fisiologia e dinamiche praniche

                          Online e in presenza, giovedì 7 marzo 19.10-21.00
                          Con Marco Invernizzi e Francesco Vignotto

                          Che cos’è quella sensazione fluente e vivificante che percepiamo quando respiriamo nello yoga, muovendoci o semplicemente restando in una posizione? Molte di queste sensazioni e persino molte modalità di percepirsi sono dovute a complesse interazioni, non ultima quella tra respirazione, postura e circolazione sanguigna, sia per effetto diretto sul cuore, sia per effetto indiretto dovuto soprattutto agli arti. In questo seminario andremo a esaminare alcune delle dinamiche più significative in relazione alla pratica dello Yoga. Potremmo concludere che il concetto di prana ci permette di chiamare per nome questa complessità?

                          MODULO 5: L’ardore nello Yoga tantrico delle origini

                          Online e in presenza, giovedì 21 marzo 19.10-21.00
                          Con Gioia Lussana

                          Il fuoco e l’ardore accompagnano lo Yoga fin dalle sue origini. Basti pensare al termine-chiave tapas, letteralmente ‘ardore’, legato inizialmente alle pratiche di austerità e al calore interiore accumulato dagli antichi asceti, termine che con Patanjali diviene sinonimo di disciplina. Come sempre, la lettura tantrica restituirà all’ardore delle origini quella dimensione passionale che rischia spesso di venire fraintesa o sacrificata, per una integrazione del reale senza esclusione alcuna.

                          MODULO 6: Il cuore e l’elemento fuoco nella Medicina Tradizionale Cinese: aspetti fisiopatologici ed energetici

                          Online e in presenza, giovedì 4 aprile 19.10-21.00
                          Con Marco Invernizzi e Francesco Vignotto

                          Il cuore, nella Medicina Tradizionale Cinese, è sede dello spirito, della mente, della consapevolezza. La sua emozione è la gioia, il suo elemento è il fuoco, ma non il fuoco terreno, bensì la sua controparte celeste, ossia il Fuoco Imperatore. Ma quali sono le manifestazioni di uno squilibrio dell’elemento fuoco legato al cuore e come si manifestano? Durante questo seminario analizzeremo nel dettaglio gli aspetti fisiopatologici legati a questo elemento e, naturalmente, alcune tecniche di riequilibrio energetico dalla tradizione Taoista.

                          MODULO 7: Far fronte all’ansia, ovvero il lato oscuro (ed emotivo) del pensiero: una proposta estetica

                          Online e in presenza, giovedì 18 aprile 19.10-21.00
                          Con Marco Invernizzi e Francesco Vignotto

                          L’ansia può danneggiare il cuore? Ci sono sufficienti prove che, sì, l’eccessivo stress può danneggiare l’apparato cardiocircolatorio. E già da questo possiamo trarre alcune conclusioni sull’utilità di praticare yoga, sia nelle sue forme psico-corporee, sia in quelle più squisitamente contemplative. Ma in questo seminario vogliamo affrontare il discorso anche sotto l’aspetto della comprensione: da dove viene questa emozione che, come sempre, può essere considerata negativa solo quando produce uno squilibrio? E quali strumenti ci offre lo Yoga per affrontarla in modo non superficiale, ossia non per tenerla semplicemente lontana, ma per digerirla e integrarla in noi?


                          Un momento della didattica, durante la prima edizione di Yogasana


                          I docenti

                          Marco Invernizzi

                          Medico e Professore associato presso la cattedra di medicina fisica e riabilitativa dell’Università del Piemonte Orientale.
                          Agopuntore ed esperto in Medicina Tradizionale Cinese, insegnate di Tai Chi e Qi Qong presso Zènon.

                            Francesco Vignotto

                            Insegnante di yoga e meditazione presso Zénon.

                              Gioia Lussana

                              Docente yoga (Y.A.N.I.) e formatrice di insegnanti yoga. Laureata cum laude in Indologia con R.Gnoli e R.Torella. Co-fondatrice dell’A.ME.CO con Corrado Pensa, per oltre 20 anni ha approfondito la meditazione vipassanà con maestri del buddhismo contemporaneo. Ha pubblicato saggi sullo yoga in riviste scientifiche (RSO) e divulgative. Ha conseguito il PhD presso l’Università Sapienza di Roma con una ricerca sullo yoga tantrico delle origini.

                                Contributo di partecipazione e attestato di frequenza (CSEN)

                                Il contributo di partecipazione del corso (comprensivo dei 7 seminari) è di 300€. Per chi si iscrive entro il 5 dicembre (versando la quota) il costo è agevolato a 220€. Non è possibile iscriversi a singoli seminari, in quanto il corso è da intendersi come un blocco unitario.

                                Al termine del percorso verrà rilasciato un attestato di frequenza CSEN. Chi segue online, in diretta o differita, può ottenere l’attestato presentando una breve relazione scritta (1500 caratteri).

                                Iscriviti

                                Vuoi iscriverti? Clicca sul pulsante qui sotto, compila la domanda di iscrizione e scegli la modalità di pagamento.

                                Iscriviti

                                Desideri maggiori informazioni?

                                Puoi chiamarci al 3492462987 o scriverci su Whatsapp

                                Chat su WhatsApp

                                …oppure puoi scriverci col modulo qui sotto. Ti risponderemo al più presto.

                                Torna indietro

                                Il tuo messaggio è stato inviato

                                Attenzione
                                Attenzione
                                Attenzione
                                Attenzione
                                Attenzione.

                                Leggi

                                Archiviato in:Senza categoria Contrassegnato con: asana, meditazione Novara, yoga Novara

                                La meditazione come stato naturale (corso online)

                                16 Ottobre 2023 by Zénon

                                Un percorso pratico per accostarsi alla meditazione come luogo “dove siamo già stati”

                                versione online

                                Contenuti

                                • A chi è rivolto questo percorso per imparare a meditare
                                • Struttura delle lezioni
                                • Dove e quando si svolgono le sessioni
                                • Il programma (a ciclo continuo)
                                • Il docente
                                • Contributo di partecipazione
                                • Iscriviti
                                • Richiedi informazioni o iscriviti
                                Imparare a meditare

                                A chi è rivolto questo percorso per imparare a meditare

                                A chi desidera accostarsi alla pratica meditativa sia partendo da zero, sia cercando un approccio il più possibile essenziale.

                                A chi pratica già la meditazione da autodidatta e desidera acquisire delle competenze più approfondite.

                                A chi vuole imparare a calmare la mente e ottenere maggiore chiarezza.

                                A chi è sottoposto a forti stress lavorativi, familiari o di altra natura

                                A studenti che necessitano di strumenti per gestire l’ansia migliorando la concentrazione

                                Struttura delle lezioni

                                Ogni lezione dura un’ora circa e include

                                • Una parte teorica con la spiegazione dei principi e della pratica, con eventuali approfondimenti
                                • Una parte pratica di meditazione seduta, o eventualmente in movimento. (Nota: il percorso è inizialmente guidato, con interventi progressivamente più radi per abituare a una pratica autonoma)
                                • L’assegnazione di una pratica informale da applicare durante la settimana

                                Dove e quando si svolgono le sessioni


                                Il corso online si terrà a partire dal 16 ottobre ogni lunedì alle 18.00, in diretta via Zoom. Saranno disponibili anche le registrazioni, per una settimana, per la partecipazione in differita.

                                Il programma (a ciclo continuo)

                                Il programma del corso è a cicli di 10 lezioni modulari: ogni ciclo toccherà gli argomenti elencati qui sotto nell’ordine indicato. Al termine del ciclo, il programma riprende dall’inizio, con pratiche ogni volta diverse che ne faranno emergere un aspetto sempre nuovo per ogni tema.

                                Iscrivendoti, acquisti un pacchetto minimo di 10 lezioni: puoi quindi iniziare in qualsiasi momento, perché completando il pacchetto avrai toccato tutto il programma. Potrai quindi decidere se fermarti o proseguire con altre 10 lezioni.

                                1. Sentire il corpo per calmare la mente

                                Trovare la posizione per meditare
                                Come ascoltare, cosa ascoltare, chi ascolta?
                                La propriocezione, le sensazioni viscerali
                                Il contatto al suolo

                                2. Imparare a lasciare fare, per lasciare andare

                                La differenza tra fare e stare: sentire gli impulsi a fare, sentire l’inerzia come alleata
                                Reagire o non reagire: cosa fare quando non riusciamo a stare fermi
                                La tecnica della pausa
                                Il naturale ciclo dei pensieri

                                3. Il respiro non è quello che pensiamo, ma quello che pensiamo è respiro

                                Tutti sappiamo respirare
                                Ascoltare il respiro naturale senza intervenire: la pratica suprema
                                Respiro consapevole e respiro volontario
                                La respirazione addominale e i gradi del respiro
                                Alcune tecniche da usare con parsimonia per educare il respiro

                                4. Meditazione e rilassamento: affinità e divergenze

                                Ridurre le dispersioni
                                Il rilassamento come premessa per la concentrazione
                                Lasciare andare o alimentare la tensione
                                Il ‘body scan’
                                Tecniche di rilascio delle tensioni: la meditazione sugli spazi articolari

                                5. Sentire le tensioni, sentire i pensieri: le difficoltà come alleate alla meditazione

                                Sentire il pensiero nel corpo
                                Il naturale ciclo della tensione (se non alimentata)
                                Tecnica: Lasciar ‘fiorire’ la tensione
                                Tecnica: Sentire le tensioni nel respiro
                                Tecniche di rilascio

                                6. La concentrazione non è quello che pensiamo

                                Preparare il campo: le premesse della concentrazione
                                L’attenzione su un unico punto
                                Concentrazione e coscienza
                                La concentrazione senza oggetto

                                7. Noi e ciò che ci circonda: ridefinire i confini

                                Allocentrico vs egocentrico
                                Sentire respirare la pelle
                                Contatto e assenza di contatto
                                Sentire gli altri
                                Percepire lo spazio, percepire gli spazi
                                Riempire lo spazio esterno

                                8. Ascoltare e accogliere le emozioni negative

                                Distinguere tra emozione e reazione
                                Sentire i fenomeni come passeggeri
                                Il respiro come emozione fondamentale
                                La trappola delle aspettative

                                9. La meditazione camminata

                                La tecnica base
                                Punti di ascolto
                                La camminata interrotta
                                Varianti

                                10. Meditare ovunque e sempre: la pratica informale e le micropratiche

                                Pratiche di osservazione
                                Percepire lo stato di presenza
                                Distinguere tra sentire e pensare

                                Il docente

                                Francesco Vignotto

                                Insegnante di yoga e meditazione presso Zénon.

                                  Contributo di partecipazione

                                  Il contributo di partecipazione del corso (comprensivo di 10 lezioni) è di 190€, comprensivo di 20€ di quota tesseramento. Per chi si iscrive entro il 29 ottobre, versando la quota, il contributo è agevolato a 160€ (tesseramento compreso).

                                  Iscriviti

                                  Vuoi iscriverti? Clicca sul pulsante qui sotto, compila la domanda di iscrizione e scegli la modalità di pagamento.

                                  Iscriviti

                                  Richiedi informazioni o iscriviti

                                  Vuoi iscriverti o chiedere informazioni? Puoi chiamarci al 3492462987 o scriverci su Whatsapp

                                  Chat su WhatsApp

                                  …oppure puoi scriverci col modulo qui sotto. Ti risponderemo al più presto.

                                  Torna indietro

                                  Il tuo messaggio è stato inviato

                                  Attenzione
                                  Attenzione
                                  Attenzione
                                  Attenzione
                                  Attenzione.

                                  Leggi

                                  Archiviato in:eventi conclusi, meditazione, Senza categoria Contrassegnato con: meditazione Novara, yoga Novara

                                  Imparare a meditare: gli strumenti fondamentali

                                  6 Settembre 2023 by Zénon Lascia un commento

                                  Imparare a meditare

                                  Percorso pratico in 10 lezioni per imparare a meditare e portare la pratica nella vita di tutti i giorni

                                  in presenza e online

                                  Contenuti

                                  • A chi è rivolto questo percorso per imparare a meditare
                                  • Struttura delle lezioni
                                  • Dove e quando si svolgono le sessioni
                                  • Il programma (a ciclo continuo)
                                  • Il docente
                                  • Contributo di partecipazione
                                  • Richiedi informazioni o iscriviti
                                  Imparare a meditare

                                  A chi è rivolto questo percorso per imparare a meditare

                                  A chi desidera imparare a meditare sia partendo da zero, sia cercando un approccio il più possibile essenziale

                                  A chi pratica già la meditazione da autodidatta e desidera acquisire delle competenze più strutturate

                                  A chi vuole imparare a calmare la mente e ottenere maggiore chiarezza

                                  A chi è sottoposto a forti stress lavorativi, familiari o di altra natura

                                  A studenti che necessitano di strumenti per gestire l’ansia migliorando la concentrazione

                                  Struttura delle lezioni

                                  Ogni lezione dura un’ora circa e include

                                  • Una parte teorica con la spiegazione dei principi e della pratica, con eventuali approfondimenti
                                  • Una parte pratica di meditazione seduta, o eventualmente in movimento. (Nota: il percorso è inizialmente guidato, con interventi progressivamente più radi per abituare a una pratica autonoma)
                                  • L’assegnazione di una pratica informale da applicare durante la settimana

                                  Dove e quando si svolgono le sessioni

                                  Il corso in presenza si tiene ogni venerdì alle 18.00 presso la nostra sede in corso XXXIII marzo n.17 a Novara.


                                  Il corso online si terrà a partire dal 16 ottobre ogni lunedì alle 18.00, in diretta via Zoom. Saranno disponibili anche le registrazioni, per una settimana, per la partecipazione in differita.

                                  Il programma (a ciclo continuo)

                                  Il programma del corso è a cicli di 10 lezioni modulari: ogni ciclo toccherà gli argomenti elencati qui sotto nell’ordine indicato. Al termine del ciclo, il programma riprende dall’inizio, con pratiche ogni volta diverse che ne faranno emergere un aspetto sempre nuovo per ogni tema.

                                  Iscrivendoti, acquisti un pacchetto minimo di 10 lezioni: puoi quindi iniziare in qualsiasi momento, perché completando il pacchetto avrai toccato tutto il programma. Potrai quindi decidere se fermarti o proseguire con altre 10 lezioni.

                                  1. Sentire il corpo per calmare la mente

                                  Trovare la posizione per meditare
                                  Come ascoltare, cosa ascoltare, chi ascolta?
                                  La propriocezione, le sensazioni viscerali
                                  Il contatto al suolo

                                  2. Imparare a lasciare fare, per lasciare andare

                                  La differenza tra fare e stare: sentire gli impulsi a fare, sentire l’inerzia come alleata
                                  Reagire o non reagire: cosa fare quando non riusciamo a stare fermi
                                  La tecnica della pausa
                                  Il naturale ciclo dei pensieri

                                  3. Il respiro non è quello che pensiamo, ma quello che pensiamo è respiro

                                  Tutti sappiamo respirare
                                  Ascoltare il respiro naturale senza intervenire: la pratica suprema
                                  Respiro consapevole e respiro volontario
                                  La respirazione addominale e i gradi del respiro
                                  Alcune tecniche da usare con parsimonia per educare il respiro

                                  4. Meditazione e rilassamento: affinità e divergenze

                                  Ridurre le dispersioni
                                  Il rilassamento come premessa per la concentrazione
                                  Lasciare andare o alimentare la tensione
                                  Il ‘body scan’
                                  Tecniche di rilascio delle tensioni: la meditazione sugli spazi articolari

                                  5. Sentire le tensioni, sentire i pensieri: le difficoltà come alleate alla meditazione

                                  Sentire il pensiero nel corpo
                                  Il naturale ciclo della tensione (se non alimentata)
                                  Tecnica: Lasciar ‘fiorire’ la tensione
                                  Tecnica: Sentire le tensioni nel respiro
                                  Tecniche di rilascio

                                  6. La concentrazione non è quello che pensiamo

                                  Preparare il campo: le premesse della concentrazione
                                  L’attenzione su un unico punto
                                  Concentrazione e coscienza
                                  La concentrazione senza oggetto

                                  7. Noi e ciò che ci circonda: ridefinire i confini

                                  Allocentrico vs egocentrico
                                  Sentire respirare la pelle
                                  Contatto e assenza di contatto
                                  Sentire gli altri
                                  Percepire lo spazio, percepire gli spazi
                                  Riempire lo spazio esterno

                                  8. Ascoltare e accogliere le emozioni negative

                                  Distinguere tra emozione e reazione
                                  Sentire i fenomeni come passeggeri
                                  Il respiro come emozione fondamentale
                                  La trappola delle aspettative

                                  9. La meditazione camminata

                                  La tecnica base
                                  Punti di ascolto
                                  La camminata interrotta
                                  Varianti

                                  10. Meditare ovunque e sempre: la pratica informale e le micropratiche

                                  Pratiche di osservazione
                                  Percepire lo stato di presenza
                                  Distinguere tra sentire e pensare

                                  Il docente

                                  Francesco Vignotto

                                  Insegnante di yoga e meditazione presso Zénon.

                                    Contributo di partecipazione

                                    Il contributo di partecipazione del corso (comprensivo di 10 lezioni) è di 180€, più la quota associativa annuale di 30€.

                                    Richiedi informazioni o iscriviti

                                    Vuoi iscriverti o chiedere informazioni? Puoi chiamarci al 3492462987 o scriverci su Whatsapp

                                    Chat su WhatsApp

                                    …oppure puoi scriverci col modulo qui sotto. Ti risponderemo al più presto.

                                    Torna indietro

                                    Il tuo messaggio è stato inviato

                                    Attenzione
                                    Attenzione
                                    Attenzione
                                    Attenzione
                                    Attenzione.

                                    Leggi

                                    Archiviato in:eventi conclusi, meditazione, Senza categoria Contrassegnato con: meditazione Novara, yoga Novara

                                    • Pagina 1
                                    • Pagina 2
                                    • Pagina 3
                                    • Vai alla pagina successiva »

                                    Footer

                                    Privacy Policy Cookie Policy

                                    info@zenon.it | tel. 3492462987

                                    Copyright © 2022 – Zénon Associazione Sportiva Dilettantistica via XXIII marzo 1849, 17 28100 Novara C. F. 94088150035 Privacy Policy. Termini e condizioni

                                    Zénon Yoga Novara

                                    Centro di yoga, meditazione, Qi Gong e Taijiquan. Corsi per ogni età e ogni livello.

                                    info@zenon.it
                                    Via Ventiré marzo 17 Novara, 28100
                                    lunedì10:00 – 20:00
                                    martedì, venerdì10:00 – 20:10
                                    mercoledì10:00 – 20:40
                                    giovedì10:00 – 19:00
                                    sabato10:00 – 12:00
                                    +393492462987

                                    Contattaci su Whatsapp