Nelle ‘normali’ lezioni di yoga, le tecniche di respirazione e di Prāṇāyāma godono spesso di uno spazio molto ridotto rispetto alla pratica posturale.
Tuttavia, la particolare amalgama col respiro è ciò che rende il lavoro corporeo nello yoga qualcosa di più che un semplice esercizio fisico: è la chiave che riassorbe in un solo colpo i conflitti di corpo e mente.
In questo seminario ci prenderemo il tempo necessario per accostare il respiro partendo dall’ascolto corporeo e del soffio, per imparare innanzitutto a interagire con il respiro naturale e in un secondo momento a espanderlo e a scoprirne le pause.
Una volta stabilito questo contatto, sarà possibile approfondire le tecniche di Kapalabhati e Nadi Shodhana, che permetteranno di esplorare il confine sempre più sottile tra Prāṇāyāma e meditazione spontanea.
Per la partecipazione, è richiesta un’esperienza di base nella pratica dello Yoga.
Il programma della giornata
Ore 9:30 – 11:30 Pratica (preparazione corporea, ascolto ed espansione del respiro)
Ore 11:45 – 13:00 Il respiro tra i respiri: Kapalabhati
Ore 14:30 – 16:00 Approfondimenti teorici – Domande e risposte
Ore 16:15 – 18:00 Nadi Shodhana prāṇāyāma – meditazione
Gli insegnanti
Il seminario sarà tenuto dagli insegnanti di Zénon Francesco Vignotto e Marco invernizzi.
Contributo di partecipazione
Il costo della giornata è di 80€.
Per iscriversi e per informazioni
Ci puoi contattare al 349 246 2987.
Oppure puoi scriverci con questo modulo:
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However, for most ascetics, the advertised globalized yoga is a form of gymnastics, completely unrelated to the meaning and the spiritual goal that their yoga sets. For ascetics, yoga is not something to be done every other day or once a week, but it is an individual discipline that involves following precise rules and precepts, focusing on a single objective and, in doing so, obtaining the true knowledge of the self, of the reality, or the union with Paramātmā and so on.

The first time I practically approached yoga was in 2006 in Rishikesh: I started a course and followed classes twice a day, plus an evening meditation session. Back in Italy, I looked for teachers similar to that I had in Rishikesh, and I was deeply disappointed. I tried again with yoga in 2010 in Varanasi, with a fantastic teacher who did only one-on-one lessons. With him I resumed doing āsana and prāṇāyāma, but I never found a teacher who was able to go beyond them.