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Zénon

Yoga di Lunga Vita: l’equilibrio di corpo, mente ed energia

17 Maggio 2017 by Zénon

Radicarsi a terra per lasciarsi estendere, immergersi per sentirsi riportare a galla: le tradizioni dello haṭhayoga e del Qi Gong a confronto, per comprendere meglio i principi dell’equilibrio energetico, corporeo e mentale. Seminario pratico e teorico, in collaborazione con il Comitato Tecnico Scientifico AICS DBN.

 


Il programma della giornata

Ore 9:30 – 11:30 Sessione pratica: Yoga (Asana, Prāṇāyāma)

Ore 11:45 – 13:00 Sessione teorica: L’alchimia nello haṭhayoga: una perfetta sintesi di elementi opposti; domande e risposte

Ore 14:30 – 16:00 Sessione teorica: Terra-Uomo-Cielo: l’elemento umano come principio di trasmutazione delle energie terrene e di quelle celesti.

Ore 16:15 – 18:30 Sessione pratica: Qi Gong


I docenti

Marco Invernizzi

Medico e Ricercatore Universitario in Medicina Fisica e Riabilitativa presso l’Università del Piemonte Orientale “A. Avogadro” di Novara. Agopuntore ed esperto in Medicina Tradizionale Cinese, da oltre dieci è docente della scuola di Agopuntura, Medicina Tradizionale Cinese, Tai Chi e Qi Gong ALMA di Milano, scuola legata alla F.I.S.A., Federazione Italiana delle Società di Agopuntura che coordina la maggioranza delle Associazioni, delle Scuole e dei Medici Agopuntori italiani. Approfondisci e leggi gli articoli di Marco Invernizzi

Francesco Vignotto

Insegnante di Yoga operatore olistico certificato AICS 760 ore, assieme a Marco Invernizzi dirige il centro Zénon, per il quale tiene le lezioni di Yoga, Respirazione e Meditazione. È inoltre il responsabile dell’attività culturale dell’associazione attraverso il blog di Zénon. Approfondisci e leggi gli articoli di Francesco Vignotto


L’evento si svolge in collaborazione con il Dipartimento di scienze e tecniche olistiche AICS DBN-Dipartimento di Scienze e Tecniche Olistiche, di cui Zénon è polo di formazione accreditato. Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione.


Perché questo seminario?

Molto spesso ci approcciamo allo yoga e a simili discipline psicofisiche come chi pretende di imparare a camminare ma non si rende conto di trovarsi a testa in giù, ritenendo che la pratica, di per sé, agisca da sola a prescindere dal nostro atteggiamento mentale, dalla condizione energetica oltre a da quella fisica.

Il tipico esempio di ciò è lo yogi che per eccesso di zelo causa danni al proprio corpo, nonostante abbia preso tutte le precauzioni, perché non riesce ad abbandonare le comuni concezioni legate alla performance e alla prestanza fisica.

Per questo, proprio come se avessimo invertito i poli di una batteria, la pratica non produce una trasformazione o, peggio, brucia il motore.

In questo seminario approfondiremo tramite l’approccio dello haṭhayoga e del Qi Gong il concetto di equilibrio energetico come corretto orientamento verso la pratica, attraverso il radicamento al suolo come base per l’estensione, la percezione del movimento sottile e del movimento spontaneo, l’ascolto del respiro profondo come presupposto per la sua espansione.

Trovare il proprio orientamento è molto più importante che andare da A a B: significa già avere acceso il crogiolo per la trasformazione.


Per partecipare

Per ulteriori informazioni, per le modalità di iscrizione e per i costi del seminario potete chiamarci allo 349 2462987 Oppure potete contattarci tramite il modulo qui sotto:
[contact-form-7 id=”2805″ title=”Prāṇāyāma_copy”]


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[SEMINARIO] Yoga di Lunga Vita: spazio interno e spazio esterno

16 Marzo 2017 by Zénon

In questo seminario approfondiamo il tema dell’energia vitale nello Yoga e nel Qi Gong. Affronteremo il tema del legame tra corpo ed energia, della percezione dello spazio interno e dello spazio esterno, come due riflessi speculari.

Lo faremo molta pratica, ma anche con spazi dedicati alla teoria che serviranno a contestualizzare le tecniche nell’ambito dei paradigmi a cui fanno riferimento.

Scopriremo che per risvegliare l’energia e occorre innanzitutto liberare il corpo dalla meccanicità e dalla tensione che lo caratterizza. Il che significa, al contempo, liberare la mente dagli schemi ripetitivi della sua attività ordinaria.

Lo Yoga e il Qi Gong ci offrono due approcci complementari e convergenti: lo Yoga ci insegna la concretezza e l’immersione nella corporeità; il Qi Gong ci insegna la circolarità e la leggerezza che permettono di cogliere gli aspetti più raffinati.

Ma le opposizioni sono solo apparenti.

Lo scopo di questo seminario è quindi duplice: da un lato educare all’ascolto e alla percezione dell’energia; dall’altro portare in evidenza i punti in comune tra le due discipline.

Nello spirito di Zénon, la tradizione è ora, la pratica corretta è quella che funziona.


Struttura del seminario

Il seminario osserverà i seguenti orari:

  • 9:30-11:45: Pratica (Yoga)
  • 11:40-13:00: Teoria (Yoga)
  • 14:30-15:45 Teoria (Qi Gong e Medicina Tradizionale Cinese)
  • 16:00-18:00 Pratica (Qi Gong)

Informazioni e partecipazione

Il seminario prevede un contributo di partecipazione di 70 euro.

Per informazioni e per prenotarvi potete chiamarci al 349 2462987 Oppure potete contattarci tramite il modulo qui sotto:

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Yoga di Lunga Vita: percepire l’energia vitale

14 Febbraio 2017 by Zénon

Che cos’è l’energia vitale e cos’è il corpo energetico? Qual è la sua relazione con la salute del corpo fisico e con la stabilità della mente?

Cosa distingue il movimento puramente meccanico del corpo dal movimento che coinvolge strati più profondi? C’è realmente differenza tra movimento e staticità?

Sono domande a cui troppo spesso diamo risposte scontate, e non basta far riferimento a chakra o meridiani per andare oltre il pur salutare esercizio fisico.

Con questo nuovo seminario di Yoga e Qi Gong cercheremo di dare una risposta essenzialmente esperienziale, anche se alterneremo alla pratica alcuni momenti dedicati alla teoria per contestualizzare il lavoro.

L’evento è organizzato con la collaborazione del C.P. AICS Novara.


Il seminario

Per dare più ampio respiro al tema, questa nuova edizione di Yoga di Lunga Vita si articolerà nell’arco di una intera giornata, domenica 26 febbraio 2017.

Nella sessione pratica mattutina partiremo con il lavoro corporeo, in un processo di raffinazione che confluirà nelle tecniche di prāṇāyāma.

Nelle due sessioni teoriche introdurremo il tema dell’energia nello Yoga e nella Medicina Tradizionale Cinese, mettendo a confronto le due tradizioni, che possono apparire divergenti negli approcci ma che, scendendo sempre più sotto la superficie, convergono sull’essenza.

Nella sessione pratica finale esploreremo diversi aspetti dell’energia, tra movimento, utilizzo del suono, meditazione.


Il programma della giornata

Ore 9:30 – 11:30 Sessione pratica: Lavoro corporeo e prāṇāyāma

Ore 11:45 – 12:30 Sessione teorica: Movimento grossolano e movimento ‘sottile’: lasciare la presa nel corpo, con Francesco Vignotto, istruttore di Yoga Zénon

Ore 14:30 – 16:00 Sessione teorica: L’energia nella Medicina Tradizionale Cinese: una introduzione, con il Dott. Marco Invernizzi, medico agopuntore e istruttore di Qi Gong

Ore 16:15 – 18:00 Sessione pratica: movimento, suono, meditazione


Per partecipare

L’evento prevede un contributo di partecipazione di 60€.

Per informazioni e per prenotarvi potete chiamarci allo 349 2462987 Oppure potete contattarci tramite il modulo qui sotto:

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[SEMINARIO] Il Mantra OM

24 Gennaio 2017 by Zénon Lascia un commento

Giovedì 26 gennaio alle ore 20:00 presso Zénon in via XXIII marzo 1849, 17 a Novara terremo una serata dedicata al mantra OM, tra canto e meditazione, con una introduzione su respiro e ascolto del suono.

È richiesto un contributo di partecipazione di 15€.

Per informazioni o per partecipare, contattaci pure con questo modulo.

[contact-form-7 id=”3950″ title=”Danzaterapia”]

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[SEMINARIO] Danzaterapia – gennaio 2017

11 Gennaio 2017 by Zénon

dancers-2Primo incontro del 2017 con la Danzaterapia. Un pomeriggio dedicato all’espressività corporea secondo il metodo di Maria Fux con l’insegnante Alessandra Onnis.

Per informazioni o per partecipare, contattaci pure con questo modulo.

[contact-form-7 id=”3950″ title=”Danzaterapia”]

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Danzaterapia

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Rischiare grosso con lo yoga: qualche consiglio per chi pratica

25 Novembre 2016 by Zénon 4 commenti


Una piccola premessa

Quanto segue è nato da una ‘intervista andata male’ per un quotidiano nazionale alcuni anni fa. Una giornalista ci aveva chiesto di fornire alcuni pareri sugli aspetti critici del mondo dello yoga, con l’evidente intenzione di realizzare un articolo provocatorio che facesse rumore.

Si sa però che le provocazioni troppo artefatte raramente riescono nel proprio intento: purtroppo l’intervista fu parecchio distorta rispetto a quanto avevamo in realtà detto (e ci sentiamo estremamente imbarazzati nello scrivere quella che sembra ‘la solita scusa’, ma andò proprio così) e fu mescolata a frasi decontestualizzate tratte da nostri articoli. Ci fu però chiesto anche di redigere un elenco di ‘consigli’ per i praticanti che accompagnasse una galleria a corredo dell’articolo. Ciò che segue è il risultato di varie elaborazioni di quella stesura originaria.

Col passare del tempo, l’intento originale ha subito delle evoluzioni e anche il significato di ‘rischio’ è mutato.

Si parla molto – e a ragione – dei rischi legati alla pratica dello yoga in un’epoca in cui questa pratica è divenuta di massa, e pertanto si rivolge a un pubblico molto più vasto e meno interessato agli aspetti profondi. È ormai chiaro che far eseguire le stesse tecniche nello stesso modo a chiunque è impensabile. Ma giungere alla conclusione che la pratica debba essere adattata non è una menomazione dello spirito originario dello yoga, bensì un’occasione per coglierne l’essenza, che non risiede in una tecnica.

Per questo, abbiamo voluto ‘giocare’ con il significato di rischio nelle considerazioni contenute nell’elenco che segue: laddove evidenziando i rischi si pensa – sempre a ragione – di salvaguardare la propria incolumità, abbiamo voluto porre l’accento invece su un altro tipo di rischio: la possibilità di cogliere qualcosa di inaspettato, di lasciarsi sorprendere da un effetto collaterale che nei manuali di yoga, spesso infarciti di benefici e di finalità, non è pronosticato: sentirsi qui, all’improvviso e totalmente, in qualsiasi condizione ci si trovi e su qualsiasi gradino si pensi di transitare.


Qualche consiglio

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Foto di Michael O’Neill
  • Lo yoga è accorgerti che non sei tu a respirare, non sei tu a muovere il tuo corpo, non sei tu a pensare. Inizialmente, ciò può sembrare una terribile perdita di controllo; ben presto avrai modo di ricrederti sulla tua stravagante idea di controllo.
  • Il termine yoga può avere accezioni molto diverse a seconda delle tradizioni, dei metodi di insegnamento e delle persone stesse che le praticano: constata questa varietà, queste apparenti contraddizioni, ovvero il fatto che è così ma potrebbe anche essere altrimenti.
  • Perciò, non spendere troppa energia per capire chi sia arrivato prima o chi sia più fedele a una tradizione: la ‘tradizione’ non è fare le stesse cose oggi come ieri, ma fare oggi ciò ti permette di sentire l’essenziale, che non risente del tempo.
  • Prova pure diversi tipi di yoga, diversi insegnanti, diversi insegnamenti, ma evita la superficialità del ‘mordi e fuggi’: se senti qualcosa, fermati e dagli del tempo.
  • Qual è il significato di ciò che sto facendo, a che cosa devo pensare mentre eseguo questa pratica?  A volte, è meglio lasciare in sospeso la domanda, e ascoltare lo spazio lasciato dall’interrogativo. Se non c’è alcun senso (per te in questo momento) non tarderà a essere evidente. Se c’è, difficilmente risiederà in una formulazione.
  • Nello yoga ciò che che conta è soprattutto l’atteggiamento, prima che la tecnica in sé. Questa attitudine è ascolto senza valutazione, perché l’oggetto dello yoga, se così si può dire, è Coscienza. La disponibilità all’ascolto può risolvere alla radice migliaia di dettagli; la sola tecnica può unicamente afferrarli nei loro aspetti periferici.
  • Ogni tecnica, in realtà, è un espediente per realizzare che nessuna tecnica è essenziale. A volte, l’unico scopo è tenere occupata la mente dall’intervenire in ciò che accade da sé.
  • Anche questo è un enorme lavoro e richiede di sviluppare una grande sensibilità.
  • Come faccio a distinguere se sto ascoltando veramente, oppure sto pensando di sentire? È più facile se presti ascolto a ciò che normalmente non vuoi constatare, quando senti il tuo stesso non voler sentire.
  • Sentire una tensione, sentire la propria rigidità non è il problema, ma il principio. A volte la rigidità più ostinata è voler eliminare la tensione: includi nell’ascolto anche il tuo sforzo di quietare lo sforzo, senza giudicarlo.
  • Non alzare il volume per sentire meglio, ma affina l’udito. Vale per tutti i sensi.
  • Occorrono degli accorgimenti e delle precauzioni per praticare le tecniche dello yoga, soprattutto in condizioni fisiche particolari, ma il primo accorgimento è sviluppare un’attenzione rivolta alla totalità dell’esperienza: senza di essa, nessun’altra precauzione può essere efficace.
  • Pretendere un risultato è la prima causa di infortunio. Ma questo non sia un alibi per non provarci nemmeno.
  • Lo yoga inizia quando si è indifferenti a perdita e guadagno: a volte però le ‘perdite’ portano a conseguenze ben più interessanti.
  • Nello yoga non c’è un punto di arrivo. Però, quando il tuo corpo, il tuo respiro o la tua mente si arrestano, vai oltre, lascia che l’ascolto prosegua nelle correnti, nei punti di fuga, nei prolungamenti fino a che la distinzione tra te e non-te diventa irrilevante.
  • Che cosa succede allora quando si riconosce il proprio non sentire? Si sviluppa, a volte in modo straordinario, un’altra sensibilità, una diversa abilità. E proprio qui comincia lo yoga vero.
  • In realtà, in qualsiasi punto ti trovi, quello è il luogo. Non sperimenterai “il vero yoga” quando sarai più bravo o avrai più esperienza, ma quando realizzerai in modo permanente la tua inettitudine, la tua impotenza, la tua inconcludenza. A volte, ‘essere bravo’ significa esserne schiavo.
  • La tranquillità è la condizione necessaria per praticare yoga: arriva quasi sempre quando smetti di cercarla.
  • Nelle posizioni, gli allineamenti hanno la loro importanza, ma solo se ti permettono di sentire il tuo corpo integralmente. Se diventano un’ossessione per il particolare e per la perfezione, confermano soltanto la percezione ‘spezzata’ di te e la frammentazione dell’attenzione.
  • Le posizioni complesse, che spesso vedi esibite come trofei nelle foto di insegnanti e praticanti, non sono traguardi da conquistare, né sono per forza l’attestato di una pratica avanzata. Spesso hanno effetti molto particolari che vanno al di là dell’abilità fisica e non sono consigliabili a tutti né sono adatte ad ogni occasione della vita.
  • Se non hai dimestichezza con l’attività fisica, dovrai abituarti a percepire la leggerezza che emerge anche dalle sensazioni di un corpo che ha faticato. Se sei abituato/a all’attività fisica, dovrai abituarti a percepire la fisicità anche quando apparentemente non stai facendo alcuno sforzo.
  • Non credere tuttavia agli idioti secondo cui bisogna soffrire.
  • Diffida dei culti della persona, delle persone tutte d’un pezzo e delle dinamiche settarie, ma non cercare di vedere questi fenomeni per forza dappertutto. Rallegrati che il tuo insegnante abbia dei difetti quando non nuocciono agli altri, ma non cercare altre giustificazioni oltre al fatto che è un essere umano.
  • Per praticare yoga non sei obbligato a diventare vegetariano o vegano: i cambi di alimentazione e nelle preferenze verranno da sé, come constatazione, non aderendo a ideologie.
  • Ricorda che l’insegnante non è un sostituto del medico o dello psicoterapeuta e lo yoga non sostituisce le cure mediche o il supporto psicologico. Tuttavia,la pratica può essere terapeutica.
  • Le tecniche dello yoga non sono nemmeno pillole per risolvere questo o quel problema fisico. Possono aiutare, ma non sempre l’aiuto sortisce l’effetto che si era pensato in principio. A volte, può darsi che un disturbo scompaia, o passi sullo sfondo, fino a diventare irrilevante: ma non cercare mai questo risultato intenzionalmente.
  • Le tecniche dello yoga non sono nemmeno pillole per risolvere questo o quel problema fisico. Possono aiutare, ma raramente l’aiuto sortisce l’effetto che si era pensato in principio. A volte, può darsi che un disturbo scompaia, o passi sullo sfondo, fino a diventare irrilevante: ma non cercare mai questo risultato intenzionalmente.

Tutte le immagini in questo articolo sono di Daniel O’Neill.

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