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Zénon

Danzaterapia – novembre 2016

15 Novembre 2016 by Zénon


Danzaterapia

Domenica 27 Novembre ore 15:30

dancers-2Secondo incontro dell’anno con la Danzaterapia. Un pomeriggio dedicato all’espressività corporea secondo il metodo di Maria Fux con l’insegnante Alessandra Onnis.

Per informazioni o per partecipare, contattaci pure con questo modulo.

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Danzaterapia

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Danzaterapia – ottobre 2016

7 Ottobre 2016 by Zénon


Danzaterapia

Sabato 22 ottobre ore 15:30

dancers-2Primo incontro dell’anno con la Danzaterapia. Un pomeriggio dedicato all’espressività corporea secondo il metodo di Maria Fux con l’insegnante Alessandra Onnis.

Per informazioni o per partecipare, contattaci pure con questo modulo.

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Primo incontro dell’anno con la Danzaterapia. Un pomeriggio dedicato all’espressività corporea secondo il metodo di Maria Fux con l’insegnante Alessandra Onnis.

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Yoga Danza Bambini

15 Settembre 2016 by Zénon


Yoga Danza Bambini

Sabato 1 ottobre ore 15:00

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Un pomeriggio tra yoga, danzaterapia e gioco per bambini dai 3 ai 10 anni.
Attraverso un tema su cui costruire una storia (l’ape per i più piccoli e l’albero per i più grandi) i bambini saranno guidati all’ascolto del proprio corpo e delle proprie sensazioni, prendendo confidenza con l’espressività corporea, senza mai dimenticare il divertimento.

L’incontro è suddiviso in due tempi a seconda della fascia di età:
– Dai 3 ai 5 anni (tema: l’ape): dalle ore 15.00 alle 16:00
– Dai 6 ai 10 anni (tema: l’albero): dalle ore 16:30 alle ore 17:30

L’ingresso per questo primo incontro è libero, ma è obbligatorio prenotare. Per informazioni o per partecipare, contattaci pure con questo modulo, specificando la fascia di età di partecipazione.

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Il Mahabharata cinematografico di Peter Brook

13 Settembre 2016 by Zénon

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Il Mahabharata cinematografico di Peter Brook ricostruisce per la prima volta la genesi di una delle più straordinarie operazioni culturali del ‘900. Il 2 ottobre alle ore 15.30 a Zénon, scopriremo assieme all’autrice Carola Benedetto, indologa e regista, e a Luciana Ciliento, come il regista Peter Brook riuscì ad affascinare il pubblico mondiale con una narrazione altrimenti destinata a rimanere confinata nella nicchia dell’epica indiana.

Cos’è il Mahabharata?

Il Mahabharata è il più vasto poema epico della storia. Composto da oltre 100.000 strofe, è un capitolo imprescindibile della cultura dell’India classica, tanto che i suoi personaggi sono ancora oggi vivi nella cultura popolare e ‘pop’ indiana.

Al centro del racconto c’è il conflitto tra i due rami di una stessa famiglia, i Pandava e i Kaurava. Vittime dei soprusi di questi ultimi, ai Pandava toccherà muovere contro i propri stessi congiunti, con tutte le implicazioni che ne conseguono: si scoprirà che per ripristinare la giustizia a volte occorre persino mettere da parte i propri principi per evitare ingiustizie ancora più grandi, affrontando al tempo stesso tutte le conseguenze delle proprie azioni.

Nel punto più critico del poema l’eroe dei Pandava Arjuna, di fronte agli eserciti schierati, getta a terra l’arco e le frecce rifiutandosi di soffiare nella conchiglia per dare inizio ai combattimenti. Inginocchiandosi di fronte al suo auriga Krishna, chiede: “Perché dobbiamo combattere?“.

L’episodio è narrato nella Bahaghavad Gita, parte del Mahabharata e al tempo stesso testo che in sé costituisce uno dei capisaldi dello yoga. Krishna spiega ad Arjuna che la vittoria e la sconfitta sono la stessa cosa, lo invita a non fuggire dall’azione, ma a rinunciare ai frutti dell’azione, manifestando infine all’eroe dei Pandava la propria forma divina in cui tutti i mondi si risolvono e in cui tutti i guerrieri sono già stati uccisi senza il suo intervento.

Perché è importante l’opera di Brook?

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Vittorio Mezzogiorno nella parte di Arjuna

Alla fine degli anni ’60, fu proprio la lettura della Bhagavad Gita a impressionare il regista Peter Brook alle prese con uno spettacolo sul tema allora attualissimo della guerra in Vietnam. Pur scartando l’idea che un generale americano potesse porsi lo stesso interrogativo di Arjuna, l’episodio è destinato negli anni seguenti a maturare nel desiderio di portare sulle scene l’intera vicenda del Mahabharata.

Con un instancabile lavoro di studio e di adattamento del testo durato anni, Brook e lo sceneggiatore francese Jean-Claude Carrière rinunciano agli aspetti più prettamente folkloristici e si avventurano nell’impresa di trasformare il Mahabharata in un’opera di espressività universale.

Il risultato è uno spettacolo teatrale di ben nove ore che debuttò nel 1985 ad Avignone e che fu replicato in tutto il mondo negli anni a seguire. A ciò seguirà nel 1989 un adattamento televisivo di sei ore e uno cinematografico di tre.

Rivista ancora oggi nella versione per gli schermi, l’opera è sbalorditiva per l’essenzialità delle scelte sceniche inversamente all’incredibile potenza comunicativa, grazie a un cast eccezionale di attori provenienti da tutto il mondo, tra i quali anche l’italiano Vittorio Mezzogiorno nella parte di Arjuna.

Il libro che presenteremo

Il Mahabharata cinematografico di Peter Brook, di Carola Benedetto
Il Mahabharata cinematografico di Peter Brook, di Carola Benedetto

Il Mahabharata cinematografico di Peter Brook, edito da Ananke Edizioni, è un’opera che per la prima volta ricostruisce in maniera esaustiva la genesi dell’opera di Brook e la sua collocazione all’interno del regista, con un costante e inedito raffronto filologico con il testo originale e avvalendosi delle testimonianze di alcuni dei protagonisti della trasposizione teatrale e cinematografica.

Il testo di Carola Benedetto ci permetterà di comprendere meglio come mai un’opera che narra vicende apparentemente lontanissime per cultura abbia potuto produrre uno degli eventi più incredibili della storia del teatro moderno, capace di abbattere qualsiasi barriera culturale.

La presentazione

La presentazione del libro avverrà presso la nostra sede di via XXIII marzo 1849, 17 a Novara e inizierà alle 15:30. L’ingresso è libero. Per partecipare, ti invitiamo a scriverci con il modulo qui sotto per comunicarci la tua presenza.

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Archiviato in:eventi conclusi, arte, Articoli, Poesia, Yoga Contrassegnato con: Mahabharata, Peter Brook, yoga Novara, yoga per cominciare

Yoga di Lunga Vita

21 Aprile 2016 by Zénon

Domenica 8 maggio 2016 ore 10.00
Presso Zénon, via XXIII marzo 1849, 17 Novara 


Lo Yoga e le Pratiche di Lunga Vita (Qi Gong e Daoyin) sono due delle principali discipline insegnate qui a Zénon e corrispondo a due approcci che solitamente vengono percepiti come profondamente diversi, a tratti quasi opposti: da un lato quello più vigoroso dello yoga di tradizione indiana, che mira alla stabilità e all’immobilità nella posizione e nel respiro; dall’altro quello più circolare e mobile, che asseconda il continuo fluire della realtà, del Qi Gong e della tradizione taoista.

In realtà, proprio come nel simbolo di Yin e Yang nella tradizione cinese, è possibile cogliere un seme del bianco proprio nel culmine del nero e viceversa. E assecondare questa danza di apparenti opposti è uno dei modi migliori per coglierne l’unità essenziale che fa loro da sfondo. Per questo, amiamo spesso ibridare queste due discipline, tra cui troviamo non pochi punti di contatto e un obiettivo comune.

La prossima occasione sarà domenica 8 maggio alle 10.00, al seminario di Yoga di Lunga Vita.

Il seminario è aperto sia a chi ha esperienza in una sola delle discipline, sia ai principianti assoluti.


 

Per partecipare

Per informazioni e per prenotarvi potete chiamarci allo 349 2462987

Oppure potete contattarci tramite il modulo qui sotto:

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Archiviato in:eventi conclusi Contrassegnato con: Qi Gong Novara

Yoga e gravidanza: quando e perché incominciare?

11 Marzo 2016 by Zénon 1 commento


Quando?

Una delle domande più frequenti sullo Yoga in gravidanza, forse prima ancora del perché farlo, è quando incominciare a farlo. La domanda è legittima principalmente per le preoccupazioni legate al delicato periodo delle prime 12 settimane, oltre a frequenti malesseri che accompagnano spesso questo periodo di adattamento fisico e psicologico alla nuova condizione.

Da un lato abbiamo la giusta cautela che la situazione richiede, dall’altra la necessità della gestante di non abbandonare qualsiasi attività ma semmai di svolgerne di adatte e orientate alla gravidanza. Dobbiamo infatti tener conto che i cambiamenti a cui la donna sarà sottoposta, se non bilanciati da un esercizio costante, non solo rischiano di compromettere sempre di più la forma fisica, ma – come abbiamo già visto – anche di incorrere in spiacevoli inconvenienti durante e dopo il parto, soprattutto per quanto riguarda l’area pelvica.

Lo Yoga contiene una serie innumerevole di strumenti adatti o adattabili alla gravidanza che hanno il vantaggio di non essere prettamente esercizi fisici, ma di mettere in contatto il corpo con lo stato psichico. In assenza di particolari problemi – e quindi previa consultazione del proprio ginecologo – è possibile in linea generale praticare questa attività durante tutto l’arco della gravidanza. Ci permettiamo però alcune puntualizzazioni:

  • Chi già praticava yoga prima della gravidanza non è obbligata ad abbandonare la pratica nelle prime dodici settimane, durante le quali andranno osservate alcune precauzioni, ma anzi può trarre maggior beneficio dalla continuità invece che da un’interruzione; per quanto ci riguarda, durante questo periodo a volte permettiamo alle gestanti con una sufficiente esperienza di frequentare  anche le normali lezioni di yoga, naturalmente dedicando loro una particolare attenzione e dopo averle istruite sulle precauzioni da adottare. Nel periodo successivo, tuttavia, le orientiamo nei corsi specifici per la gravidanza.
  • Chi non ha mai praticato yoga può cominciare in qualsiasi momento, perché lo yoga può trovare un ruolo in ogni fase della gravidanza, ma deve anche decidere in base al proprio stato di benessere, alla propria sensibilità e non ultima alla propria disponibilità di tempo, perché sappiamo che ci sono in gioco molti fattori. Come ripetiamo spesso, lo yoga implica una scelta consapevole di dedicarvi del tempo. Svolto senza costanza non produce benefici, ma anzi può essere dannoso.

In linea di principio, tuttavia, ci sentiamo di consigliare di non attendere a gravidanza troppo inoltrata. Certo, lo yoga può essere intrapreso anche al settimo o all’ottavo mese, tuttavia ci sono due limitazioni:

  • La prima è che gli effetti della pratica sono normalmente ridotti, perché manca la giusta preparazione;
  • La seconda è che non sempre la forma fisica della gestante le permette di essere inserita in un lavoro collettivo (e in ciò influisce sia la forma fisica precedente alla gravidanza, sia come è stata affrontata, sia il fatto che ogni fisico reagisce in modo diverso alla gravidanza) o perlomeno richiede un lavoro molto specifico e più difficoltoso, che a ridosso del parto potrebbe anzi essere di scarso aiuto.

Perché scegliere (o non scegliere) lo yoga in gravidanza

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Per le neofite, occorre sempre valutare se lo yoga è realmente ciò che vogliono. 

Lo yoga è un’attività che differisce da altre in quanto si pratica principalmente in silenzio, trasferendo gradualmente la propria attenzione all’interno: il proprio corpo (percepito “da dentro” come impressioni derivate dalla propriocezione, dalle modificazioni delle cavità interne, dall’attività dei vari organi), il proprio respiro, l’osservazione dei pensieri sono un mezzo per disidentificarsi da preoccupazioni, ossessioni e distrazioni che poco hanno a che fare in realtà con noi stessi. Questo, molto più che il “cosa” si fa durante le lezioni, è ciò che definisce lo yoga.

Questa vigilanza viene mantenuta in modo rilassato anche durante la pratica fisica ed è ottima per sintonizzarsi su un evento che ci richiama alla nostra natura in un mondo che si è allontanato parecchio dalla natura. Ma anche per questo, come abbiamo già detto, non è per tutti: molte persone si sentono a proprio agio in questo ambiente, mentre altre preferiscono circostanza più movimentate.

A patto di questo impegno, tuttavia, i benefici sono molti. Una ricerca del 2014  ha dimostrato l’efficacia della pratica dello yoga nella riduzione dell’ansia – soprattutto nei confronti del parto – che spesso è associata alla purtroppo molto diffusa depressione nel post parto.

Un’analisi sistematica della letteratura medica sullo Yoga durante la gravidanza ha dato i seguenti risultati:

Tra le scoperte significative degli studi randomizzati vi sono un aumento del peso del neonato, minore incidenza di complicazioni nella gravidanza, minor durata del travaglio e minor dolore tra le praticanti di yoga. Tra le scoperte significative degli studi non randomizzati e qualitativi vi sono la diminuzione del dolore, la miglior qualità del sonno, l’incremento della confidenza materna e il miglioramento delle relazioni interpersonali tra le gestanti che praticano yoga.

Ovviamente, come abbiamo evidenziato altrove, ciò non deve alimentare l’aspettativa di “essere all’altezza” della gravidanza o di avere un “parto perfetto”, ma anzi permette di accettare e assecondare i cambiamenti, ognuno con la propria dose di aspetti piacevoli e di aspetti spiacevoli, cercando di minimizzare questi ultimi ma accettando entrambi con equanimità.

Cosa deve offrire lo yoga

Teniamo presente che lo yoga durante la gravidanza offre, o perlomeno dovrebbe offrire, tre elementi, che sono interconnessi.

1. La preparazione fisica

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L’espansione dell’utero durante la gravidanza

Il lavoro sul corpo garantisce l’elasticità necessaria e prepara ad affrontare il notevole carico che col proseguire della gravidanza il fisico dovrà supportare. La pratica delle āsana, come abbiamo visto, differisce dal normale esercizio fisico in quanto lavora sull’allungamento e il rilassamento dello sforzo, donando una sensazione di leggerezza alle membra, di maggior stabilità e minore sforzo.

Grazie a queste caratteristiche, negli ultimi tempi alcuni studi hanno dimostrato che anche alcune posizioni sulla cui sicurezza vi erano dei dubbi possano in realtà essere eseguite senza problemi. Naturalmente la pratica delle āsana dovrà essere selezionata e adattata a seconda dello stadio della gravidanza e della capacità della gestante.

Le famigerate āsana non sono tuttavia gli unici mezzi utili sotto questo aspetto. Nello yoga vi è una importante serie di tecniche che coinvolgono a livello neuromuscolare l’area pelvica, che come abbiamo visto deve essere preparata non solo al parto, ma prima ancora a supportare durante tutta la gestazione il peso crescente del feto e prevenire alcuni inconvenienti comuni come le problematiche emorroidarie. Queste tecniche comprendono mudra e bandha quali mula bandha, ashwini e sahajoli mudra, che coinvolgono rispettivamente l’area perineale, quella dello sfintere anale e quella genitale.

2. La pratica respiratoria

Contrariamente a quanto si tende a credere (e alla percezione delle stesse gestanti), durante la gravidanza la quantità di aria respirata aumenta in termini di profondità del respiro, per soddisfare il fabbisogno di ossigeno del feto (che ancora non respira) e della placenta. Tuttavia, questa aumentata capacità è accompagnata da un senso di “fiato corto” dovuto principalmente alla progressiva compressione del degli organi e delle cavità interne, oltre che all’aumento di peso. Lo yoga in questo periodo deve aiutare in modo molto naturale a riconnettersi con la propria respirazione profonda, in associazione con movimenti mirati e la pratica delle āsana, recuperando spazio per il respiro.

Alcune tecniche di prāṇāyāma, come l’ujjay, brahmari e nadi shodana, se insegnate assieme a una corretta respirazione diaframmatica e toracica, hanno un notevole effetto calmante e bilanciano l’eccesso di calore che accompagna spesso la gravidanza. Assieme ad altre tecniche con effetto energizzante, possono essere utili durante il travaglio, indipendentemente dal fatto che la madre le metta in atto in modo consapevole.

Come teniamo spesso a sottolineare, il ruolo dello yoga in gravidanza non è insegnare “cosa fare” nel momento del parto, ma “preparare il terreno” riarmonizzando il sistema nervoso autonomo e quindi le risposte inconsce che il nostro organismo mette in atto, le quali, soprattutto in momenti di così forte impatto emotivo e fisico, hanno un impatto ben maggiore su quelle consce.

3. Il rilassamento e la meditazione

Il rilassamento e la meditazione, nello yoga costituiscono una naturale conseguenza dei primi due punti ma  è anche un passo oltre di essi, in quanto implica il progressivo staccarsi dagli stimoli sensoriali esterni, e risulta fondamentale per recuperare le energie durante quelle fasi in cui la donna si sente particolarmente stanca e ansiosa. A tal proposito, lo Yoga Nidra, ad esempio, è una tecnica molto proficua.

Grazie a queste componenti, è possibile rilasciare le ansie e le preoccupazioni lasciandole emergere dall’inconscio senza analizzarle, osservandole con lo sguardo distaccato del testimone.

Gravidanza o “attesa del parto”?

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Alcune gestanti decidono di rivolgersi allo yoga solo nelle ultime settimane. Ci sia permesso di fare alcune osservazioni sul perché.

Nella nostra cultura, infatti, la gravidanza è spesso vissuta come una “attesa di”. Sappiamo che c’è stato un momento del concepimento e sappiamo che ci sarà il momento del parto, ma il lasso di tempo che intercorre è molto svilito se considerato solo come sala d’aspetto.

Questa cultura, che spesso la donna subisce alimentata anche dalla umanissima tendenza a procrastinare, la porta a vivere questo periodo semplicemente in funzione del parto. Spesso, comincia a preoccuparsene solo quando i segnali diventano stringenti. Un po’ come se sapesse di dover prendere un aereo per andare in un paese esotico, vivendo tutto esclusivamente in programma della futura partenza.

Il fatto è che non ci si accorge di aver già preso quell’aereo: la vita non cambia dal momento del parto, ma è già cambiata fin dal primo giorno della gravidanza. Gli eventi che cominciano a verificarsi portano la donna sempre più verso una dimensione profonda, con tratti primordiali, che poco si concilia con la vita quotidiana fatta di lavoro, impegni e doveri legati alle convenzioni comuni.

Lo Yoga dovrebbe innanzitutto aiutare a riconciliare queste due dimensioni in modo tale che non cozzino in maniera dannosa tra loro, anche accettando gradatamente che una delle due – quella della gravidanza – prevalga naturalmente sull’altra.

Quindi, a nostro parere, non esiste uno Yoga preparto, ma esiste uno yoga in gravidanza, che comprende sia la fase pre sia la delicata fase post, che spesso è una zona d’ombra di cui le stesse neo-madri hanno diverse remore a parlare. Non uno yoga finalizzato a un evento futuro, ma uno Yoga che aiuti a cogliere l’evento in atto e a sintonizzarci meglio con esso.

E alla domanda “quando iniziare” forse la risposta più corretta potrebbe sembrare leggermente indiretta: fai qualcosa per te adesso, non semplicemente in vista di qualcosa che non è ancora.

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