Sulla differenza tra realtà anatomiche e realtà propriocettive

Oggi diverse indicazioni utilizzate comunemente nello yoga e non solo sono messe in discussione perché anatomicamente inaccurate: sarebbe sbagliato chiedere di respirare “nella pancia”, oppure in un braccio o in qualsiasi altra parte del corpo che non siano le vie aereee propriamente dette.

Nel caso del ventre, la cavità addominale durante l’inspiro non aumenta, ma cambia soltanto di forma: la spinta dall’alto verso il basso del diaframma fa sì che il ventre sporga leggermente all’infuori, mentre la risalita del diaframma (o la contrazione attiva dei muscoli addominali) provoca il movimento di ritorno alla posizione iniziale.
Tuttavia, molte persone possono testimoniare la sensazione piuttosto chiara di ‘respirare nella pancia’, ovvero che l’addome ‘si riempia’ e ‘si svuoti’.
Questo è un tipico caso in cui anatomia e propriocezione non coincidono e, per quanto quest’ultima potrebbe sembrare inaccurata agli occhi della prima, è comunque dotata di un certo grado di realtà e di utilità.
Se nel muoverci e respirare facessimo infatti riferimento solamente a realtà letteralmente anatomiche (che non sempre peraltro possiamo percepire direttamente) dovremmo ogni volta pensare prima di muoverci, escludendo importanti input propriocettivi.
Il che non sarebbe per nulla efficiente sul piano motorio: abbiamo bisogno di ‘nuotare nell’aria’, di respirare nelle braccia e nelle gambe, di aprire e chiudere spazi nel nostro corpo anche se sono in realtà occupati da organi, ossa, muscoli, tessuto connettivo.
Ovviamente, l’anatomia è utilissima per migliorare ed espandere la propriocezione (differenti nozioni anatomiche possono cambiare o addirittura sbloccare quest’ultima), ma non sempre certe discrepanze vanno corrette: si tratta di due domini che non sempre si sovrappongono.
Pensiamo, ad esempio, a certe nozioni del ‘corpo yogico’, come il canale centrale, le nadi o i chakra: che cosa potremmo concludere se li considerassimo realtà propriocettive? In quale modo potremmo rileggere diverse tecniche dello yoga, sia posturali che respiratorie, che mirano a rendere percepibili (non solo immaginabili!) certe realtà che abbiamo sempre chiamato sottili?
Sarà proprio questo che vedremo in special modo nel quarto seminario di Yogasana 12.


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